Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca Santa Maria Capua Vetere

Architetto ucciso: "Mai andato a Torino". Spunta super alibi ma il giudice lascia 26enne in carcere

Convalidati i fermi per i tre indagati per l'omicidio di Roberto Mottura. Depositate fotografie che mostrano uno degli indagati nel casertano

Sono stati convalidati i provvedimenti di fermo per l'omicidio dell'architetto Roberto Mottura, avvenuto durante una rapina in una villetta a Piossasco (Torino), e per il quale risultano indagati due albanesi residenti nel casertano: Mergim Lazri, 24 anni residente a Santa Maria Capua Vetere, e Flaogert Syla, 26 anni di Valle di Maddaloni. 

Per i due l'udienza di convalida si è tenuta dinanzi al gip Rosaria Dello Stritto del tribunale di Santa Maria Capua Vetere che ha inviato gli atti per competenza territoriale a Torino suggerendo ulteriori accertamenti. Nel corso dell'udienza, infatti, Syla ha sostenuto di non essere mai stato a Torino e che quel telefonino (risultato agganciato ad una cella nei pressi dell'abitazione di Mottura) glielo avrebbe dato Lazri al rientro da Torino. 

Una circostanza sostenuta anche dall'avvocato Fabio Della Corte, difensore di Syla, che ha prodotto alcune fotografie estratte dal cellulare della compagna del 26enne scattate nelle ore immediatamente precedenti e immediatamente successive al delitto. Immagini che lo immortalano nel casertano. Inoltre, lo stesso coindagato Lazri ha evidenziato, nel corso del suo interrogatorio, che Syla non fosse con lui a Torino. Lui era al Nord ma non avrebbe partecipato alla rapina in cui perse la vita il professionista. Questioni che il gip di Santa Maria Capua Vetere ha rinviato a quello di Torino per le disposizioni del caso. Intanto, a Torino, il gip Corato ha convalidato il fermo anche per Emirjon Marjini, 29 anni di Torino, ritenuto il basista della banda. 

Un'indagine complessa partita da ulteriori piste investigative sia della Procura di Torino sia da quella di Santa Maria Capua Vetere. Indagini che hanno portato a mettere sotto intercettazione i cellulari degli indagati e, attraverso l'analisi delle celle, li avrebbero collegati nei pressi dell'abitazione dove avvenne il delitto. Così i tre sono stati individuati. 

Era la notte del 9 giugno quando Mottura venne ucciso dai ladri. Era in casa insieme alla moglie ed il figlio quando scattò l'allarme dal piano di sotto alle camere da letto, in una villetta di via del Campetto. La coppia scese a vedere cosa stesse accadendo e si trovò la coppia di banditi in casa. Roberto li affrontò, senza paura. Ne nacque una colluttazione durante la quale venne sparato allo stomaco. 

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