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Maria Buttone

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Amante del boss uccisa, lady Belforte resta in cella

La decisione del Riesame su Maria Buttone dopo la condanna all'ergastolo per il delitto e per camorra

Lady Belforte resta in cella. La dodicesima sezione del Riesame di Napoli ha respinto il ricorso presentato da Maria Buttone, moglie del capoclan Domenico Belforte, sulla custodia cautelare in carcere dopo la condanna all'ergastolo per l'omicidio di Angela Gentile e per associazione di stampo mafioso, essendo ritenuta la reggente dei Mazzacane dall'aprile del 2016 all'agosto 2017. 

I giudici hanno ritenuto sussistenti le esigenze cautelari alla base del provvedimento del Gup di Napoli che ha disposto la carcerazione. Il difensore, l'avvocato Massimo Trigari, attende le motivazioni della decisione del Tribunale della Libertà sulla scorta delle quali verrà valutato un eventuale ricorso in Cassazione. 

Angela Gentile, amante proprio di Mimì Mazzacane, venne uccisa nell'ottobre del 1991. Secondo quanto ricostruito nel corso del processo, dalla relazione clandestina nacque una figlia, non riconosciuta dal capoclan. Nel 1991 ci fu un riavvicinamento tra Belforte ed Angela Gentile che offrì anche un contributo economico per la ragazza, ormai 13enne. Questo suscitò l'ira di Buttone che pose il marito di fronte ad un aut aut: o lo avrebbe lasciato o quella donna doveva morire. In cambio avrebbe accettato di crescere la ragazza in casa loro. 

Il tragico epilogo della vicenda segnò la scelta del ras il quale, consumato il delitto, occultò il cadavere dell'amante in un sito ancora oggi ignoto. Allo stesso tempo, la Buttone tenne fede al patto, accogliendo la bambina presso casa "Belforte".

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