Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca Casagiove

Muore al Pronto soccorso, i periti: "Assistenza deficitaria per 28 ore"

L'avvocato della famiglia: "Dal processo civile una verità diversa da quella dell'inchiesta penale"

Se da un lato l’inchiesta penale è stata archiviata, il processo civile per la responsabilità del personale sanitario dell’ospedale di Caserta per la morte di Salvatore Consolazio, 39 anni di Casagiove, deceduto un anno fa, va ancora avanti. E con una differenza sostanziale, come sottolinea l’avvocato Benito De Siero che rappresenta la famiglia dell’uomo deceduto. “In sede civile i periti del tribunale hanno rilevato una condotta fortemente deficitaria durata ben 28 ore - sottolinea il legale - così come del resto abbiamo sostenuto anche noi fin dall’inizio delle indagini. Ed è stato proprio questo ritardo a causare, a nostro avviso, il decesso di Salvatore Consolazio”.

Consolazio giunse al Pronto soccorso dell’ospedale in preda ad un malore. Dopo il suo decesso i familiari denunciarono problemi nelle cure con la Procura che aveva iscritto nel registro degli indagati  i medici Silvia Mastropietro, Francesco Puorto, Marco Belletta, Francesco Carrino tutti in servizio presso il reparto del pronto soccorso casertano ed infine Angelina Merola, del reparto di rianimazione dello stesso ospedale. L’inchiesta penale, operò, si è chiusa con un’archiviazione.

Nel processo civile, invece, la vicenda sembra poter prendere un'altra piega. Secondo quanto messo nero su bianco dal medico legale Pierpaolo Di Lorenzo e dallo specialista Giuseppe Tufano (indicati dal giudice Bernadel) “si configurano profili di responsabilità professionale degli esercenti la professione sanitaria dell’ospedale di Caserta per una condotta assistenziale fortemente deficitaria nelle prime 28 ore, caratterizzata sia da un omesso controllo della evoluzione del quadro clinico mediante il rilievo di semplici parametri vitali e l’esecuzioni du routinarie indagini di laboratorio e sia dalla mancata attuazione di un’adeguata terapia farmacologica atta a contrastare l’evoluzione della chetoacidosi diabetica”. Secondo la ricostruzione dei periti “tale errata condotta ha di fatto sottravo a Salvatore Consolazio le probabilità di una maggiore sopravvivenza, che, in riferimento alla intrinseca mortalità che caratterizza la chetoacidosi diabetica nonché di una condizione metabolica ‘critica’ secondaria alle pre-esistenze menomative di cui era affetto il paziente può essere quantificata nella misura del 70%. Difatti ad una percentuale di intrinseca mortalità fino al 15% registrata nei pazienti diabetici in chetoacidosi con sindrome iperosmolare, deve essere aggiunto un valore percentualistico sovrapponibile per lo stato metabolico complesso e caratterizzato da una minore efficacia di risposta dell’organismo a variazioni dell’omeostasi con cui Salvatore Consolazio è giunto all’osservazione dei medici del Pronto soccorso del nosocomio casertano”.

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