Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Morti alla Firema, dubbi degli operai sull'amianto in fabbrica

Il processo per omicidio colposo a carico dell'azienda casertana

Il processo per le morti alla Firema

Lavoravano alla Firema ma sulla presenza di amianto in fabbrica non ci giurerebbero, anzi quasi la sconfessano. E' quanto accaduto nel corso del processo a carico degli ex amministratori delegati dell'azienda, Mario e Giovanni Fiore, ed agli altri ex dirigenti Enzo Ianuario, Maurizio Russo, Giovanni Iardino, Giuseppe Ricci e Carlo Regazzoni, accusati di omicidio colposo di 19 lavoratori mentre l'accusa di lesioni è stata stralciata. 

I dipendenti sentiti non sono stati in grado di riferire se in azienda vi fosse presente amianto né se ci sia una correlazione con i problemi cardio-respiratori, sofferti da entrambi. Si torna in aula a fine settembre. Nel processo sono impegnati tra gli altri gli avvocati Giuseppe Stellato e Gennaro Ciero. Molti lavoratori o loro eredi e la Cgil si sono costituiti parti civili con gli avvocati Domenico Cannavacciuolo e Sergio Tessitore.

Gli imputati erano usciti indenni, per prescrizione o assoluzione, dal primo processo, in cui la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere aveva contestato il reato più lieve di rimozione e omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro. Poi il pm Giacomo Urbano ha aperto una seconda indagine, contestando però l’omicidio colposo; una strategia che ricorda quella seguita dalla Procura della Repubblica di Torino in relazione alla vicenda dell’Eternit.

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