Petizione per ritirare il nuovo logo della Reggia: "Concorso di idee internazionale"

La proposta di Franco Capobianco e l'ira degli imprenditori esclusi dall'ideazione della nuova icona. Intanto spuntano anomalie nelle offerte dei concorrenti

Il nuovo logo della Reggia

Dalla petizione per far ritirare il nuovo logo della Reggia al grido d'allarme degli imprenditori del settore turistico esclusi (senza nessun chiarimento) dalla progettazione del brand Reggia, con la nuova icona del Monumento che peserà, inevitabilmente, sulle prospettive di crescita di una città che ruota e spera intorno al suo principale attrattore. 

La polemica "a distanza"

La questione logo sta tenendo banco nelle ultime ore con il dibattito che, in assenza della fisicità dei rapporti, si è spostato interamente sui social network. Nella giornata di ieri a lanciare il sasso era stato Enzo Moriello che aveva sottolineato: "Mi dispiace dirlo ma come sempre siamo alle solite e credo che questa sia stata l'ennesima occasione persa per migliorare il dialogo tra il monumento e il territorio . Noi amiamo la Reggia, siamo dei "passionali" , andiamo coinvolti e non resi semplici spettatori di uno spettacolo che non è piaciuto a nessuno". 

Un post che ha scatenato un interessante dibattito a cui ha preso parte anche il direttore dei musei Antonio Lampis, dirigente ad interim della Reggia, che, da un lato, ha "scaricato" la responsabilità della scelta del logo sulla nuova direttrice Tiziana Maffei ("non erano previsti loghi"), dall'altro ha difeso la scelta della Sigla Comunicazione, su indicazione della dirigente Renata Casarin (che già aveva lavorato con la società al Palazzo Ducale di Mantova). 

Ma proprio la mancanza di chiarezza della vicenda ha scatenato l'ira degli imprenditori casertani da Emma Taricco - "si “viaggia” con il proprio fornitore di fiducia? Si può fare se sei un imprenditore e gestisci la tua azienda, ma da dipendente pubblico mi sembra un comportamento inadeguato. Trovo estremamente offensivo definire dietrologia o localismo la richiesta di chiarimenti da parte degli imprenditori che rappresentano il territorio" - a Francesco Marzano - "Bisognerebbe evidenziare, oltre il cattivo risultato, la pochezza di pensare in Grande per un Sito che appartiene al Mondo intero. Poi tutto il discorso della mancanza di coinvolgimento delle imprese locali mi sembra che serva solo quando bisogna impegnarsi in modo gratuito. Volete degli esempi? L'intervento di Confindustria Caserta per Piazza Carlo III e le 250 sedie degli Amici della Reggia di Caserta per la Cappella Palatina. Mentre si pensa a chi ha lasciato il nostro Territorio, le Aziende dovranno affrontare una crisi devastante e quello che è successo alla Reggia di Caserta non mi sembra che sia un buon viatico".

La petizione

Intanto, sul web comincia a circolare la petizione di Franco Capobianco per far ritirare il logo. "Il Logo è brutto, dannoso, inefficace per Caserta e per Palazzo Reale. È anche un plagio di cattivo gusto - si legge nella petizione - Palazzo Reale è un bene universale merita un concorso di idee internazionale". 

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Anomalie nelle offerte

Intanto, nelle ultime ore sospetti si sono anche concentrati sulla procedura. Da quanto emerge dalla determina di affidamento alla Sigla (unico atto ufficiale) la Reggia ha invitato 3 ditte: la Crop di Napoli, che non ha presentato l'offerta, e la Graffiti della provincia di Trento, che ha presentato inspiegabilmente un'offerta di 50mila euro, sopra la soglia massima fissata a 40mila euro, autoescludendosi così a monte. Anomalia o errore di ingenuità?

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