“Devo riaprire il capannone per metterlo nel c… al sindaco”

L’intercettazione del ‘dominus’ della Lea Egisto contro Velardi, 'colpevole' di aver fatto chiudere l’azienda di rifiuti

Il 'presidio' di Velardi nell'area industriale dove ha sede la Lea

“Mi devo togliere lo sfizio di riaprire un’altra volta il capannone e di depositare un’altra volta i rifiuti per avere il gusto di metterlo nel c… a quell’uomo di me… del sindaco, quello sporco”. Non sapeva di essere intercettato Angelo Egisto, il ‘dominus’ della Lea di Marcianise, arrestato all’alba di lunedì dalla Guardia di Finanza con l’accusa di gestione illecita di rifiuti e inquinamento ambientali.

L’imprenditore napoletano, finito nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, in una conversazione telefonica dell’11 novembre 2018 se la prende col primo cittadino di Marcianise Antonello Velardi, ‘colpevole’ di aver firmato a luglio l’ordinanza di chiusura dell’impianto di stoccaggio e recupero rifiuti. 

IL VIDEO DELLE INTERCETTAZIONI

La gestione del sito, come accertato dai consulenti della Procura di Santa Maria Capua Vetere, ha provocato un ‘ecodisastro’ con l’interramento illegale nel sottosuolo di rifiuti di ogni genere, dall’umido a quelli pericolosi, la cui presenza è stata accertata per i valori anomali di antimonio, sostanza tossica e potenzialmente cancerogena. 

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