Imprenditore sotto processo per mobbing, l'ultimo teste chiude il dibattimento

Il titolare della ditta è stato denunciato da cinque dipendenti

Si è chiusa oggi, con l’escussione dell’ultimo teste, la lunga fase dibattimentale del processo a carico dell’imprenditore Giuseppe P., 59 anni di Casagiove, titolare di una ditta di pulizie che aveva ottenuto l’appalto per la gestione di pulizia presso gli uffici dell’Agenzia del Territorio di Caserta in via Cesare Battisti.

L’imprenditore è finito sotto processo per mobbing e maltrattamenti sul posto di lavoro dopo la denuncia di cinque dipendenti relative a minacce di licenziamento a causa della mancata regolarizzazione della loro posizione lavorativa. In un caso, secondo l’ipotesi accusatorio, l’uomo avrebbe anche strattonato una dipendente durante una lite.

Un atteggiamento che avrebbe poi portato ad una riduzione dell’orario di lavoro e ad una serie di lettere di contestazione per il lavoro effettuato. E proprio su questo punto oggi è stato ascoltato davanti al giudice monocratico D’Angelo, colui che avrebbe fatto un sopralluogo all’interno dei locali di via Cesare Battisti a Caserta notando carenze di pulizia che sono state poi contestate ai dipendenti.

Il teste, però, non ricordava da chi, all’interno degli uffici pubblici, aveva ricevuto il sollecito per effettuare il sopralluogo, visto che, come ha fatto notare l’avvocato dei dipendenti Dario Pepe, nessun precedente dipendente dell’Agenzia del Territorio, ascoltato in udienza, ha affermato di aver notato “gravi carenze di pulizia” tali da chiedere una verifica in loco all’azienda appaltatrice.

Nella prossima udienza è prevista la requisitoria del pubblico ministero nei confronti dell’imprenditore, poi toccherà alla difesa, rappresentata dall’avvocato Capone cercare di smontare le accuse.

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