Imprenditore picchiato e minacciato: "Siamo dei Casalesi". Quattro arresti

Convalidati i fermi per estorsione per Cacciapuoti, Barbato, Sagliano ed Arillo

Gli arresti dei carabinieri

Convalida per tutti ma l'elettricista viene messo ai domiciliari. Questa la decisione dei gip di Santa Maria Capua Vetere e Napoli Nord in merito ai fermi, eseguiti giovedì scorso, da parte dei carabinieri delle stazioni di Pinetamare e Castelvolturno, per estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Ad essere colpiti dalla misura in carcere Francesco Barbato, 41 anni di Giugliano in Campania; Francesco Sagliano, 39 anni di Giugliano in Campania; Antonio Cacciapuoti, 50 anni. Arresti domiciliari per Giovanni Arillo, 34 anni di Castel Volturno.

Il provvedimento, scaturito in seguito a tempestiva attività investigativa, ha consentito di individuare i quattro indagati che, in un periodo compreso tra l’ultima decade di giugno e le prime settimane di luglio, avevano tentato di estorcere del denaro da un imprenditore di Castel Volturno. I malviventi, in una circostanza, addirittura lo avevano percosso e minacciato tramite l’esibizione di una pistola, palesandogli al contempo l’appartenenza al Clan dei Casalesi – fazione Bidognetti.

L’attività investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, ha fatto emergere un singolare sistema delittuoso. Nel dettaglio emergeva che l’imprenditore era stato preventivamente avvicinato da Arillo, elettricista del posto, il quale, nel corso di un incontro, lo aveva chiaramente intimorito, palesandogli la presenza in quell’area territoriale di un violento gruppo di soggetti indicati come “Casalesi – fazione Bidognetti”. Veniva esplicitato inoltre che costoro fossero intenti a riscuotere i ratei estorsivi nelle zone di egemonia e che pertanto, di certo, si sarebbero fatti vivi anche presso l’attività dallo stesso gestita. Come preannunciato, difatti, il gruppo più volte si presentava presso l’azienda in questione, ed, in seguito all’opposizione offerta dalla “vittima”, infine aveva proceduto ad una spedizione punitiva che si era conclusa con il violento pestaggio dell’imprenditore.

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Il gip di Santa Maria Capua Vetere ha convalidato il fermo di Barbato, Sagliano ed Arillo, essendo stati gli stessi rispettivamente rintracciati nei territori di Mondragone e Castel Volturno. A Napoli Nord la convalida per Cacciapuoti, essendo stato lo stesso rintracciato nel territorio di Villaricca. 

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