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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca Mondragone

Gestione illecita dei rifiuti, 7 condanne. In 9 'salvati' dalla prescrizione

Verdetto del giudice del tribunale di Santa Maria Capua Vetere

Sette condanne, una assoluzione e 9 sentenze di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione dei reati.

È il risultato della pronuncia del Giudice Monocratico Giuseppe Zullo del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di 17 imputati coinvolti in una operazione dei carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Caserta coordinata dalla Dda di Napoli sul traffico illecito di rifiuti perlopiù ferrosi in  Provincia di Caserta. Il giudice monocratico sammaritano per l'attività di gestione di rifiuti non organizzata e per l'attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti ha condannato Marian Petre Rupa a 3 anni di reclusione, Pasquale Campoli, Gennaro Schiavone, Daiana Messino ad 1 anno 6 mesi di reclusione, Giuseppe Falcone a 2 anni di reclusione, Enrico Tamburrino e Tammaro Falcone a 1 anno e 6 mesi di reclusione. Assoluzione per Pasquale Tavoletta perché il fatto non sussiste.

Sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione per i reati di attività di gestione illecita di rifiuti non autorizzata, truffa, falsa dichiarazione ad un pubblico ufficiale sull'identità o su qualità personali proprie ed altrui nei confronti di Floriana Badea, Badea Marius, Gheorghe Petri a, Beatrice Tavoletta, Mariangela Attianese, Italia Immacolata Iavarone, Ferdinando Gallifuoco, Giuseppe Mercurio, Vittorio Ricci, Pasquale Amato.

L'indagine dei carabinieri del Noe di Caserta risalenti al 2013 vennero attivate inizialmente sulla società fantasma Ecometal appositamente creata da Marian  Petre Rupa con la complicità del consulente del lavoro liternese Pasquale Tavoletta al fine di ottenere  l'iscrizione nell'Albo Nazionale dei Gestori Ambientali della Campania. Tale documento d'iscrizione autorizzava la ditta cartiera al trasporto dei rifiuti unicamente prodotti nell'ambito della propria attività. Documento che però veniva rivenduto secondo i militari per la somma di 1000 euro ad altri cittadini stranieri dediti sul territorio nazionale alla raccolta abusiva di materiale ferroso che usufruovano della copertura dell'Ecometal utilizzando i formulari di identificazione dei rifiuti forniti dalla ditta impropriamente. Ciò consentiva di eludere i controlli delle forze dell'ordine oltre che la normativa in tema ambientale giacché solo la Ecometal risultava autorizzata allo smaltimento dei rifiuti ma le attività di gestione dei rifiuti degli altri operatori risultavano completamente abusive. Le risultanze investigative consentirono di individuare l'operatività dei partecipanti al traffico illecito di rifiuti ferrosi tra cui veicoli fuori uso. Le raccolte di rifiuti necessitavano di impianti compiacenti pronti ad accogliere il mariale illecito che veniva incamerato per la successiva rivendita alle fonderie alle quali veniva conferito col tipico sistema del 'girobolla'.

Nell'alveo della medesima attività venne scoperto un meccanismo di truffa ai danni dell'INPS giacché alcuni imputati dichiaravano di esser stati dipendenti di alcune ditte compiacenti inducendo così in errore l'INPS sulla reale esistenza di un pregresso rapporto di lavoro poi cessato procurandosi così un ingiusto profitto consistente nel percepire mensilmente sussidi di disoccupazione in realtà non dovuti. Nel collegio difensivo sono stati impegnati  tra gli altri gli avvocati Tammaro Diana, Marco Ucciero, Agostino D'Alterio.

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