Farmaci dei Casalesi, il mercato nero svelato dai pentiti

Fondamentale il ruolo dell’inchiesta dei collaboratori di giustizia della ‘nuova gerarchia’

Massimo Perrone, indagato nell'inchiesta dei farmaci e leader della 'Nuova gerarchia dei Casalesi'

Nasce da un filone di inchiesta sul gruppo criminale noto come “nuova gerarchia dei Casalesi” l’indagine che ha portato i carabinieri del Nucleo investigativo di Aversa a trarre in arresto nella giornata di martedì i creatori di un ‘mercato nero’ del farmaco.  

Il ‘capo’ Domenico Spenuso e suoi collaboratori avevano messo in piedi un business illegale con i farmaci, reperiti illegalmente grazie al furto negli ospedali e negli studi medici di ‘ricette rosse’, utilizzate poi per recuperare i prodotti (di classe A e in esenzione dal ticket) nelle farmacie e venderli all’estero, in particolare in Albania e Inghilterra.

Un ruolo fondamentale nell’indagine coordinata dalla DDA di Napoli lo hanno avuto due collaboratori di giustizia, Antimo Di Donato e Luigi Moschino, a loro volta indagati nell’inchiesta sui farmaci. I due fanno parte della milizia alle dipendenze di Massimo Perrone, il leader della “nuova gerarchia” (condannato a 18 anni di carcere) che ricevette da Michele Bidognetti il placet per costituire il gruppo a nome della famiglia criminale.

È dalle dichiarazioni dei due pentiti, che avevano già contribuito a smantellare la ‘nuova gerarchia’ di Perrone, che emerge il ruolo di Spenuso. Il 40enne di Grumo Nevano, cognato del boss, aveva infatti il ruolo di custode della armi e dei farmaci ricettati dal gruppo. 

In un’interrogatorio di Antimo Di Donato quest’ultimo rivela infatti che “Spenuso, essendo venuto a sapere della mia disponibilità nell’affare dei farmaci e del fatto che avevo da guadagnare, mi fece questa proposta: ‘Se vuoi lavorare con me ti farò guadagnare circa 200 euro alla settimana’. Mi disse - spiega Di Donato - che questo giro illecito di farmaci andava avanti da circa 8 anni (erano gli inizi del 2015, ndr) e che il cognato, Massimo Perrone, ne era il coordinatore”.

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