Imprenditore intercettato: “Ho visto Zagaria…”. Una frase del capoclan ha fatto scattare le indagini

I retroscena dell’inchiesta sugli appalti affidati a ditte vicine al capoclan dei Casalesi

Il capoclan Michele Zagaria

Un ‘cerchio magico’ fatto di ditte che riuscivano ad ottenere quasi il 60% dei lavori affidati in somma urgenza (senza appalti pubblici) grazie all’amicizia che le legava al capoclan dei Casalesi Michele Zagaria. E’ quanto emerge dagli atti dell’ordinanza che ha portato all’arresto di 7 persone, tra cui l’ex sindaco di Casapesenna Antonio Fontana, 59 anni, imprenditore edile. Con lui, come riporta l’Ansa, sono finiti in manette anche i costruttori Costantino Capaldo, Giuseppe Capaldo e Raffaele Capaldo (fratelli rispettivamente di 58, 53 e 65 anni), il 58enne Raffaele Galoppo, il 47enne Orlando Fontana e Gennaro Licenza, 61 anni. Questi ultimi due sono fratelli di Giuseppe Fontana e Luciano Licenza, già arrestati e condannati per collusione con il clan nella prima inchiesta Medea. 

L'imprenditore che collabora coi magistrati

L’indagine conferma l’esistenza del sistema illecito di assegnazione degli appalti in regione Campania. Determinanti le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, come Massimiliano Caterino, braccio destro di Michele Zagaria, e Francesco Zagaria, imprenditore arrestato nel 2019 che ha poi collaborato con la giustizia; entrambi hanno hanno indicato i nomi dei sette imprenditori come persone legate al boss, degli intoccabili cui non si poteva chiedere la tangente. 

Quella frase del capoclan: "Il sistema è ben oliato"

Un’indagine che, stando a quanto emerge dagli atti, sarebbe nata per una frase detta dallo stesso Zagaria dopo il suo arresto. A raccontarlo è un altro pentito, Michele Barone. “Nell’estate del 2015 – ricorda Barone – incontrai in carcere Giuseppe Fontana, da poco arrestato; Fontana mi disse che tutte le indagini sull’ala imprenditoriale del clan erano partite dopo una frase detta da Michele Zagaria dopo l’arresto. Zagaria aveva detto: ‘tutto a posto, tanto il sistema è oleato’, facendo capire agli inquirenti che anche dopo di lui, il sistema di assegnazione illecito degli appalti non si sarebbe fermato”.

L’imprenditore al poliziotto: “Ho visto Zagaria…”

Altro elemento interessante, intercettato, è l’incontro avuto da Orlando Fontana con l’ex capo della Squadra Mobile di Napoli Vittorio Pisani, mentre stava indagando sulla latitanza di Michele Zagaria. Durante una conversazione captata tra Giuseppe Fontana, fratello di Orlando, e un’altra persona, emerge che Pisani, sapendo che Fontana era vicino a Zagaria, lo aveva convocato chiedendogli esplicitamente se sapeva dove si nascondesse il boss. “Se vuoi sapere se l’ho visto, l’ho visto, ora non è cosa, ti dico questo qua che so” rispose Fontana.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Va in ospedale per una colica renale ma finisce in tragedia: muore 40enne

  • Il terno al Lotto per l'addio a Maradona

  • Lotta ai furbetti senza assicurazione e collaudo, ecco 4 telecamere | FOTO

  • Scoperti i furbetti del cartellino all’Asl, sospesi 13 dipendenti

  • Il casertano piange 24 vittime: un morto all'ora per Covid in una sola giornata

  • Quasi 2mila guariti nel casertano. Cala percentuale dei positivi

Torna su
CasertaNews è in caricamento