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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cronaca Marcianise

Dirty money: confessioni pericolose finiscono nel processo

Diversi imputati patteggiano la condanna dopo gli interrogatori. Esclusa aggravante mafiosa

Confessioni 'pericolose' nel processo "Dirty Money", sul business dello smaltimento dei fanghi dei depuratori che finivano in mare. Diversi imputati, tra cui Salvatore Abbate, hanno reso dichiarazioni ammettendo parte delle accuse della Procura in sede di patteggiamento ed accusando anche altri imputati. 

E' stato questo il colpo di scena nel corso dell'udienza preliminare, celebrata a Napoli, durante la quale i pm Henry Woodcock ed Ivana Fulco hanno depositato i nuovi interrogatori resi dagli indagati che hanno scelto di patteggiare la pena. Le difese hanno chiesto termini per poter preparare le contromisure. L'udienza preliminare riprenderà ad inizio ottobre.

Nel corso della giornata di oggi sono stati, inoltre, definiti i patteggiamenti. Il pm Woodcock ha chiesto, nel corso della sua requisitoria, l'esclusione dell'aggravante camorristica per gli imputati che hanno patteggiato, tra cui proprio Rolando e Salvatore Abbate, Vittorio Porcini, Giovanni Telesco e Giuseppe Auletta

Rischiano, invece, il processo - tra gli altri - l'imprenditore Antonio Cristoforo, 40 anni di Trentola Ducenta; l'ex direttore generale “pro tempore” della Sma Campania Lorenzo Di Domenico; Errico Foglia, 62 anni di Pozzuoli; l'ex consigliere regionale di Fratelli d'Italia Luciano Passariello;  l'ex coordinatore degli impianti di depurazione della Sma Campania, direttore dell’impianto di depurazione di Napoli Est e all’epoca dei fatti anche dell’impianto di depurazione di Marcianise Luigi Riccardi

Secondo l'accusa sarebbero state elargite mazzette per favorire alcuni imprenditori nell'aggiudicazione di appalti per lo smaltimento dei fanghi degli impianti di depurazione. Secondo gli inquirenti Passariello, all'epoca candidato alle Politiche, avrebbe ottenuto un illecito finanziamento per la propria campagna elettorale. Corruzione che coinvolgeva anche i vertici della Sma, da Lorenzo Di Domenico a Luigi Riccardi che avrebbero affidato appalti diretti per la "movimentazione interna, prelievo e trasporto" dei fanghi prodotti dagli impianti di Acerra, Napoli Nord, Marcianise, Regi Lagni e stazione grigliatura di Succivo a cordate di imprenditori guidate da un pluripregiudicato, Salvatore Abbate. E i fanghi tossici venivano scaricati in mare, come testimoniano alcune intercettazioni. E' Riccardi a rivelarlo a Foglia, quest'ultimo direttore dell'impianto di Acerra: "La cosa brutta è che dall'8 febbraio fino a oggi sono stati buttati i fanghi a mare". Secondo la Procura finiva in mare un cassone di fanghi al giorno. 

Nel collegio difensivo sono impegnati tra gli altri gli avvocati Fabio Della Corte, Antonio Mottola, Andrea Imperato, Francesco Esposito, Giovanni Abet, Alfredo Capuano, Salvatore Nugnes, Roberto Saccomanno, Gino Fulgeri, Enrico Von Arx. Riconosciute persone offese la Sma Campania, difesa dall'avvocato Mario Papa, e l'associazione l'Altra Italia Odv difesa dall'avvocato Gennaro Caracciolo.  

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