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Cronaca Sparanise

Clan e affidamenti pubblici: la Dda "studia” documenti, smartphone e pc sequestrati

Ecco gli affidamenti finiti sotto la lente degli inquirenti. Comitato don Diana: “Spaccato agghiacciante fatto di finti operatori e finte cooperative"

Documenti contabili ed amministrativi, cellulari, computer: si apre una nuova fase di verifica nella maxi inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli che vede coinvolte 20 persone tra imprenditori, politici e dipendenti pubblici sugli affidamenti a cooperative e società del Terzo Settore in odor di camorra. Al vaglio della Squadra Mobile di Caserta un imponente quantitativo di 'dati' che potrebbe svelare gli intricati meccanismi concernenti gli affidamenti di servizi nel settore socio sanitario e assistenziale nelle province di Caserta e Napoli, le cui fila sarebbero tenute da Eufrasia Del Vecchio, la commercialista considerata dagli inquirenti la ‘mente’ del business. Gli affidamenti “pilotati” di servizi, secondo quanto ipotizzato dalle indagini finora compiute, sarebbero state garantite grazie all’aiuto di politici e funzionari pubblici che hanno messo a disposizione il loro ruolo negli enti pubblici di volta in volta coinvolti. Il tutto con l’interesse del clan dei Casalesi, che avrebbe così cercato di intrufolarsi nelle commesse pubbliche.

Le gare nel mirino della Dda

Secondo quanto ipotizzato dai magistrati antimafia, Orlando Diana, ex consigliere di San Cipriano d’Aversa, con altri indagati avrebbe pilotato una gara indetta dall’ASL di Caserta nel settembre 2018 relativa alla procedura aperta per l'affidamento in appalto della gestione dei servizi socio sanitari con telemonitoraggio sanitario dei pazienti ed attività alberghiere in modalità 'Global Service' presso la residenza sanitaria assistita e del centro diurno per disabili di Caserta. Il sindaco "autosospeso" di Sparanise Salvatore Martiello, in concorso con altri indagati, avrebbe "aggiustato" il contenuto di un bando comunale impiegando tutte le risorse in dotazione all'Ente in materia di servizi per far aggiudicare al Consorzio Nestore il Micronido per un valore di 158.500 euro attraverso procedura negoziata basata su trattativa privata in luogo della pubblicazione del bando. Maria Giovanna Sparago ex assessore alle Politiche sociali del Comune di Caserta, si sarebbe accordata con Sonia Flauto, rappresentante legale della società cooperativa Eco mediante la promessa di selezionare  personale da impiegare nel servizio di "supporto nella redazione del piano di zona, attività relative alla rendicontazione del complesso dei progetti in corso e supporto amministrativo dell'elaborazione e stesura dei bandi di gara". Luigi Di Lorenzo, ex assessore alle Politiche sociali del Comune di Orta di Atella, in concorso con altri indagati mediante collusioni derivanti da rapporti corruttivi consolidati turbava la gara 'Asilo Nido' del Comune di Frattamaggiore riuscendo a far sì che la società cooperativa Quadrifoglio 2012 ne ricevesse l'affidamento. Vincenzo Nespoli, ex sindaco del Comune di Afragola nonché ex senatore, in accordo con altri compiva atti contrari ai doveri d'ufficio riferibili al ruolo esercitato in merito al procedimento amministrativo finalizzato a turbare la gara bandita dal Comune di Afragola nel luglio 2019 per l'affidamento al servizio integrativo al nido denominato 'Spazio Bambino e Bambini' aggiudicato alla RTI Quadrifoglio 2012.

Comitato don Diana: “Spaccato agghiacciante”

Intanto va registrata anche la dura presa di posizione del Comitato Don Peppe Diana. "Quanto emerge dall'inchiesta giudiziaria della Squadra Mobile di Caserta restituisce uno spaccato agghiacciante, con un ruolo di primo piano ricoperto dalla camorra casalese e dal suo potere infiltrante nella pubblica amministrazione. Finti operatori socio assistenziali e finte cooperative costituite, dirette e finanziate in modo consolidato negli ultimi venti anni da un ramo della famiglia Del Vecchio storicamente legata al clan. Da anni con la nostra rete di coopera e associazioni impegnate nella costituzione di un vero welfare sociale denunciamo lo scempio di appalti e affidamenti destinati sempre agli stessi soggetti, criminali e truffaldini che hanno scelto di giocare con il dolore e la vita delle famiglie e che nulla c'entrano con il Terzo Settore. Siamo pronti a batterci in ogni modo per la difesa dei diritti delle persone che hanno pagato e pagano il prezzo più alto di un sistema perverso e siamo pronti ad ogni azione pur di tutelare il lavoro delle cooperative, quelle vere che non possono essere danneggiate da pregiudizi, generalizzazioni e malaffare anche valutando se necessario una costituzione di parte civile in un eventuale processo che possa scaturire dalla conferma delle accuse".

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