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Scuole chiuse, il Tar boccia il nuovo ricorso contro il sindaco: "Contagi troppo elevati"

Respinta la richiesta di sospensiva contro lo stop fino al 3 dicembre

Cambia il destinatario, ma il risultato è sempre lo stesso: per il Tar della Campania le scuole, in questa pandemia da coronavirus, devono restare chiuse. L’ultimo decreto, in ordine di tempo, è quello emesso oggi da Maria Abbruzzese, presidente della Quinta Sezione del tribunale amministrativo di Napoli, a cui si erano rivolti alcuni genitori di Aversa impugnando l’ordinanza firmata il 23 novembre scorso dal sindaco Alfonso Golia che ha disposto la sospensione dell’attività in presenza della scuola per l’infanzia e le elementari fino al 3 dicembre prossimo. Un provvedimento adottato dopo che il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha lasciato libertà di scelta ai sindaci dei vari comuni campani sulla riapertura.

I genitori, dunque, hanno impugnato l’ordinanza del sindaco di Aversa chiedendo la sospensione immediata del provvedimento, ma il Tar non è stato dello stesso parere sulla base dei dati epidemiologici. “La misura risulta assunta sulla base dell’articolo 50 del TUEL ed è motivata, non irragionevolmente, dall’espressa esigenza, di carattere contingibile, di contenere il contagio su scala locale, atteso l’allarmante tasso stimato” scrive la presidente Abbruzese.  I numeri citati nel decreto sono effettivamente preoccupanti: un contagiato su 50 abitanti, per complessivi 2.166 casi secondo l’ultima verifica. Un trend “che non può evidentemente essere stato preso in considerazione né dalle misure statali né da quelle regionali, tarate e mediate su ben diversa, e più ampia, scala territoriale, nonché in ragione dell’apicale principio di precauzione, invocato nell’attesa di consolidare i risultati dello screening della popolazione scolastica, dei docenti e del personale di supporto, come disposto anche nelle pertinenti ordinanze regionali” si legge nella motivazione del Tar che quindi valuta “che, nel doveroso bilanciamento degli interessi proprio della presente sede cautelare, occorre valutare recessivo l’interesse fatto valere dal ricorrente al ripristino delle ordinarie modalità di conduzione della propria attività lavorativa e, quanto ai minori, al ripristino della fruizione “in presenza” del servizio scolastico, surrogata dalla didattica a distanza”.

L’udienza di merito è stata fissata per l’11 gennaio, quando (si spera) gli studenti dovrebbero essere finalmente tornati in classe.

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