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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca Santa Maria Capua Vetere

Concorsi truccati, arrestata anche una candidata con test Covid-19 falsificato

La ragazza positiva poteva così partecipare ai corsi di formazione con altri allievi

Per consentirle di partecipare ai corsi di formazione per allievi agenti della Polizia Penitenziaria hanno più volte falsificato il necessario attestato di negatività al Covid-19 di una candidata: emerge nell’ambito delle indagini sugli episodi di corruzione ai concorsi per forze armate e di polizia che oggi hanno spinto il gip Federica Colucci ad emettere 14 misure cautelari.

Ai domiciliari sono finiti le persone coinvolte nella realizzazione del falso attestato: l’amministratore di una società di igiene e sicurezza sul lavoro, Alessio I., 32 anni, l’ex agente della Penitenziaria Maurizio Russo, 29 anni e la candidata 29enne.  Gli indagati “…non hanno esitato a falsificare la negatività al Covid accettando il rischio che la candidata, pur positiva, frequentasse il corso di formazione presso la scuola di Portici, dove avrebbe potuto infettare numerose persone” scrive il gip di Napoli Federica Colucci nell’ordinanza di custodia cautelare con la quale ha disposto i domiciliari nei confronti di tre persone coinvolte in un’ inchiesta del Nic della Polizia Penitenziaria coordinata dalla Procura di Napoli su alcuni episodi di corruzione finalizzati al superamento dei concorsi nella pubblica amministrazione.

La Procura ha disposto il sequestro della documentazione sanitaria Covid-19 presentata dalla candidata, trovando quattro certificazioni ma, dai riscontri eseguiti nel laboratorio di analisi irpino, è emerso invece che a nome della candidata risultavano solo due attestazioni, risalenti al primo ottobre e all’8 gennaio scorsi. Inoltre sui due certificati trovati nel laboratorio sono stati trovati il timbro e la firma del direttore mentre quelli sequestrati nella scuola c’era solo il timbro. Il gip ha quindi ritenuto insussistente il reato di induzione del pubblico ufficiale in falso ideologico a vantaggio invece del reato di falsità materiale commessa da privato, poi condivisa dagli inquirenti. 

Gli indagati promettevano o effettivamente procuravano a partecipanti ai concorsi per il reclutamento delle Forze armate (Carabinieri, Esercito e Aeronautica Militare) e nella Polizia penitenziaria, il superamento delle prove psico-attitudinali, a fronte della corresponsione di somme di danaro.

Le indagini hanno consentito di portare alla luce una trama di episodi corruttivi intessuta, tra la fine del 2020 e la prima metà del 2021, da due agenti della Polizia penitenziaria, Errico Spena Errico e Maurizio Russo (già in stato di custodia cautelare in carcere, dallo scorso luglio, per vicende di analogo tenore per le quali è già stata esercitata l’azione penale), i quali in cambio di danaro promettevano o effettivamente procuravano a partecipanti ai concorsi nei Carabinieri, Esercito e Aeronautica Militare e Penitenziaria, il superamento delle prove psico-attitudinali.  

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