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L'ex sindaco di Orta di Atella Andrea Villano

L'ex sindaco di Orta di Atella Andrea Villano

"Soggetti contigui al clan in Comune". Il Tar ha respinto il ricorso contro lo scioglimento

Dalla villetta alla farmacia, passando per il Puc e gli incarichi affidati dal sindaco. I giudici sono convinti "dell'inadeguatezza del vertice politico-amministrativo a svolgere i compiti di vigilanza e di verifica nei confronti dei gestori di pubblici servizi"

“Il provvedimento di scioglimento deve ritenersi pienamente legittimo, essendo stata correttamente evidenziata la presenza di contatti ripetuti e collegati alle scelte gestorie dell’amministrazione comunale degli organi di vertice politico-amministrativo con soggetti appartenenti alla criminalità locale, e l'inadeguatezza dello stesso vertice politico-amministrativo a svolgere i propri compiti di vigilanza e di verifica nei confronti della burocrazia e dei gestori di pubblici servizi del Comune”. E’ un quadro molto fosco quello che dipingono i giudici del Tar Lazio nelle motivazioni con cui hanno respinto il ricorso contro lo scioglimento dell’amministrazione comunale di Orta di Atella dell’ex sindaco Andrea Villano.

Parole messe nero su bianco dalla Prima Sezione del Tar (presidente Antonino Savo Amodio) per respingere il ricorso e confermare il provvedimento adottato dal Ministero dell’Interno che ha inviato una commissione d’accesso che dovrà restare in carica per 18 mesi (che scadranno nella primavera di quest’anno, a meno di proroghe).

Lo scioglimento del Consiglio comunale, come ricordano i giiudici, è stato disposto a seguito della “ritenuta sussistenza di forme di ingerenza della criminalità organizzata che esponevano l’amministrazione comunale a pressanti condizionamenti”. Ed è arrivato sulla base della relazione della commissione d’accesso che, all’esito delle indagini svolte, aveva accertato “una serie di condizionamenti nell’Amministrazione Comunale di Orta di Atella, volti a perseguire finalità diverse da quelle istituzionali, che hanno determinato lo svilimento e la perdita di credibilità dell’istituzione locale, nonché il pregiudizio degli interessi della collettività, rendendo necessario l’intervento dello Stato, per assicurare la riconduzione dell’Ente alla legalità”.

La Commissione aveva accertato, inoltre, la sussistenza di “rapporti” e “collegamenti” tra il sindaco Andrea Villano ed amministratori comunali della consiliatura Brancaccio” oltre  che “una penetrante e costante infiltrazione di soggetti contigui ai clan del casertano e del napoletano tipica di una classe politica locale incapace di rinnovarsi effettivamente”.

La Commissione “aveva valorizzato in modo generico alcuni episodi ritenuti significativi di presunti condizionamenti mafiosi ed in particolare: il sacco edilizio di Orta di Atella, che negli ultimi 15 anni aveva visto raddoppiare i cittadini residenti nel Comune grazie ad un “fenomeno complessivo di devastazione ambientale, misto a inefficienza, corruzione e concussione degli appartenenti alla P.A.”; la mancata revoca del PUC che l’Autorità Giudiziaria aveva dichiarato “palesemente illegittimo”; l’assegnazione del Parco Giochi di Via Verdi, in favore di una società gestita da persona di presunta appartenenza al clan dei Casalesi; l’omessa tempestiva azione di denuncia, da parte del Comune di Orta di Atella, della falsità di una attestazione, a firma dello stesso geometra, nel corso di un giudizio amministrativo che aveva investito una DIA per la esecuzione dei lavori di una farmacia; l’attribuzione di specifiche deleghe su determinate materie a singoli consiglieri comunali che, di fatto, si sarebbero sostituiti agli assessori esterni nominati dal sindaco; le “dubbie modalità” di adozione dei provvedimenti disciplinari di sospensione cautelare dal servizio nei confronti di alcuni dirigenti (UTC - SUAP) che, in precedenza, avevano sospeso inizialmente la procedura di rilascio dei titoli di assenso per la realizzazione del supermercato; una presunta disparità di trattamento nei confronti del Comandante dei Vigili Urbani, ritenuto uomo di fiducia dell’ex sindaco che, “ancorché interessato dal procedimento penale e disciplinare, è risultato destinatario di posizione organizzativa per il Comando della Polizia Locale malgrado parere negativo espresso dal Segretario Comunale”.

Fatti che, per i giudici del Tar Lazio, bastano per ritenere “legittimo” il provvedimento di scioglimento dell’amministrazione comunale guidata da Andrea Villano.

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