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Domenica, 14 Agosto 2022
Cronaca

Coltellate a due fratelli: 8 anni e mezzo al ras Capone

Era accusato del tentato omicidio avvenuto all'esterno di un supermercato

Otto anni e 6 mesi di reclusione. È stata questa la pena inflitta dal giudice dell'udienza preliminare Emilio Minio del tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di Giovanni Capone, ras del clan Belforte per il Capoluogo, in sede di rito abbreviato.

Capone è stato ritenuto responsabile di concorso nel tentato omicidio ai fratelli Gennaro e Gianfranco Rondinone. Per gli inquirenti nella tarda serata del 22 settembre 2021 Gennaro e Gianfranco Rondinone a bordo di uno scooter si diressero presso l'abitazione di Giovanni Capone che allora era ristretto ai domiciliari presso il Parco Rosalia di via Cappuccini al fine di 'redimere' una controversia sorta qualche giorno prima tra Antonio Rondinone, padre dei due germani, e Raffaele Capone (figlio di Giovanni a processo con rito ordinario) per questioni di noleggio di una vettura. Diverbio che si concluse con un pugno sferrato in pieno volto da Capone junior nei confronti di Rondinone senior.

Un'onta subita dal genitore che i due fratelli Rondinone decisero di ripagare recandosi proprio nel regno del reggente del clan Belforte su Caserta. Giunti al Parco Rosalia, Gennaro e Gianfranco Rondinone vennero raggiunti da piatti, bicchieri, stoviglie, mollette e qualsivoglia oggetto domestico affinché si allontanassero dal domicilio di Capone. I due si diedero alla fuga raggiungendo un supermercato di via Ruggiero poco distante. Lì le telecamere di sorveglianza dell'esercizio commerciale ripresero i due congiunti Capone giungere quasi in contemporanea verso i Rondinone che dopo aver effettuato una rocambolesca inversione ad U si diressero verso il supermercato. Nacque una collutazione. Gianfranco venne colpito con un fendente ma riuscì a darsi alla fuga, Gennaro, invece, venne raggiunto da 4 coltellate alle spalle verso l'addome. Anche Giovanni Capone riportò una lesione provocata da un'arma da taglio all'inguine sinistro.

Al trasporto dei feriti (Capone Senior ed i due fratelli Rondinone) presso l'ospedale civile di Caserta vennero avviate le indagini dai carabinieri del comando provinciale casertano. La ricostruzione della vicenda è stata fin dall'immediatezza dei fatti contornata da zone d'ombra. Ombre evidenziate dal legale dell'imputato l'avvocato Franco Liguori nonché dalle stesse vittime, costituitesi parte civile con l'avvocato Giuseppe Foglia, che in un primo momento ammisero di non aver visto l'autore materiale delle coltellate loro inferte salvo poi individuare in Raffaele Capone l'autore del fatto delittuoso secondo quanto emerso in una conversazione captata tra i due ed il padre.

Nella sua requisitoria il Sostituto Procuratore Armando Bosso ha evidenziato un fare provocatorio delle vittime nei confronti dei Capone ma che poi non ci fossero discrepanze nella ricostruzione della  vicenda offerta dagli inquirenti tanto da richiedere 8 anni di reclusione. Il gup Emilio Minio nonostante le zone d'ombra emerse ha inflitto la pena di 8 anni e 6 mesi di reclusione per Capone senior oltre al pagamento delle spese processuali ed il risarcimento del danno da liquidarsi in altra sede.

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