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Giovedì, 18 Agosto 2022
Cronaca San Cipriano d'Aversa

Duplice omicidio, la Procura vuole il boss De Luca in carcere

La Cassazione accoglie il ricorso e rinvia gli atti ad una nuova sezione

Duplice omicidio di Sebastiano Caterino e Umberto De Falco, la Procura vuole in carcere il boss del clan dei Casalesi Corrado De Luca. Presentato ricorso contro la decisione del Riesame di annullare il provvedimento cautelare e la Cassazione lo ha accolto inviando gli atti ad una nuova sezione. Il Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli Nord ha proposto ricorso contro l’ordinanza del 14 dicembre 2021 del Riesame di Napoli nei confronti del boss Corrado De Luca. Il tribunale di riesame di Napoli ha annullato di fatto l’ordinanza di custodia in carcere emessa dal Gip nei confronti di Corrado De Luca, indagato per l’omicidio pluriaggravato di Sebastiano Caterino e Umberto De Falco, commesso in Santa Maria Capua Vetere il 31 ottobre 2003. Il collegio cautelare ha apprezzato un valido quadro indiziario a supporto dell’imputazione per duplice omicidio, ma al contempo ha rimarcato che “le esigenze cautelari sono state affermate con esclusivo riguardo alla gravità del fatto e all’operatività della presunzione senza effettiva indicazione di elementi più recenti a sostegno dell’attualità dell’individuato pericolo di reiterazione criminosa”.

Pertanto, rilevato che De Luca ha interamente scontato la condanna ad otto anni di reclusione per il reato di associazione mafiosa ed ha osservato la misura di prevenzione della sorveglianza speciale cessata il 10 novembre 2016, così da consentire il rilievo di inattualità delle esigenze cautelari, in mancanza di concreti indici in senso opposto, il Tribunale del riesame ha annullato la misura cautelare perché di fatto secondo il giudice “non è più pericoloso”. La Procura della Repubblica però ha deciso di proporre ricorso per cassazione. Il Pubblico ministero presso il Tribunale di Napoli, deducendo erronea applicazione di legge e mancanza e manifesta illogicità della motivazione, in quanto il Tribunale del riesame “non ha considerato in alcun modo le successive sentenze di condanna che avevano interessato il De Luca, per l’accertata partecipazione - in posizione di vertice - al clan dei casalesi fino al 2018, oltre che per ulteriori reati”.

Tali eventi giudiziari erano stati specificamente indicati nella richiesta di misura custodiale avanzata dall’organo dell’accusa, con allegazione delle sentenze in discorso, ma sono stati trascurati: in ciò si annidano i denunciati vizi che impongono l’annullamento dell’impugnata ordinanza. Per il giudice della Cassazione “il ricorso è fondato e deve essere accolto”. C’è stata infatti “omessa valutazione di un dato documentale offerto dal Pubblico ministero, consistente nella produzione delle recenti sentenze di condanna del De Luca per l’accertata partecipazione - in posizione di vertice - al clan dei casalesi fino al 2018, oltre che per ulteriori reati”. Da tali considerazioni deriva l’annullamento dell’ordinanza del Riesame, con rinvio al Tribunale di Napoli, che - nella piena libertà valutativa - dovrà considerare ogni elemento utile al fine di rispondere alla domanda cautelare del Pubblico ministero. Nel novembre scorso tra Santa Maria Capua Vetere e le case circondariali di Sassari, Novara, Parma, Viterbo, Milano Opera, Sulmona e Palmi, i carabinieri del nucleo investigativo di Caserta eseguirono un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal tribunale di Napoli, su richiesta della direzione distrettuale antimafia partenopea, nei confronti di otto persone ritenute gravemente indiziate proprio del duplice omicidio in pregiudizio di Sebastiano Caterino, classe 1955, e Umberto De Falco, classe 1971, consumatosi il 31 ottobre 2003.
 

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