I giudici: "Ex sindaco ha agito con modalità del sistema mafioso"

Le motivazioni della sentenza a carico di Fortunato Zagaria per la tentata violenza privata nei confronti di Giovanni Zara

I sindaci di Casapesenna Fortunato Zagaria e Gianni Zara

"Un consapevole e lucido ricorso alle modalità tipiche del sistema mafioso, al fine di rafforzare la portata intimidatrice della sua azione dissuasiva e spaventare effettivamente la vittima". Così i giudici del tribunale di Santa Maria Capua Vetere nelle motivazioni della sentenza di condanna a 1 anno e 6 mesi pronunciata a carico dell'ex sindaco di Casapesenna Fortunato Zagaria per le minacce, aggravate dal metodo mafioso ma senza la finalità di agevolare il clan, nei confronti del suo successore sullo scranno da primo cittadino Gianni Zara.

I giudici hanno condannato solo Fortunato Zagaria per la tentata violenza privata consistita nel dissuadere Zara, ritenuto estremamente crediibile dai giudici, dalla partecipazione ad una manifestazione anticamorra. Una volontà che, secondo la Dda, sarebbe arrivata dal boss Michele Zagaria, assolto nel corso del processo. 

"Zara - scrivono i giudici - ha dato conto del timore ingenerato dalle parole utilizzate da Fortunato Zagaria (al punto che questi mentre le pronunciava avrebbe tremato nda) e dall'evocazione del contesto mafioso al quale il prevenuto (Zagaria nda) riconduceva il suo avvertimento, dichiarando di aver percepito il concreto e serio pericolo di dover fare i contri con un'agguerrita organizzazione criminale, essendo stato fatto il nome di un suo esponente apicale", Michele Zagaria. In questo modo, "proprio in ragione della forza intimidatrice tipica dell'agire mafioso, può essere considerata idonea a creare nella vittima una condizione di assoggettamento particolare". 

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Nella motivazione i giudici hanno anche ribadito come le dimissioni dei consiglieri comunali non siano intervenute per favorire il clan dei Casalesi (al riguardo Fortunato Zagaria è stato assolto dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa) ma perché "Zara, forse anche in ragione della sua audace volontà di cambiare il modus operandi dell'amministrazione, così incidendo su incancreniti equilibri, non godesse di un generalizzato consenso e che il prevenuto (Fortunato Zagaria nda) stante la sua evidente volontà di tornare al comando del paese per soddisfare il suo istinto accentratore avesse cavalcato l'onda degfli altrui malcontenti per convincere gli altri consiglieri a presentare le loro dimissioni". 

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