Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca Casapulla

Bambini picchiati all'asilo, il legale: "E' una donna distrutta. No al carcere"

Il legale di Anna Lucia Spina invoca le attenuanti generiche. Le parti civili si ribellano: "Violenza non è un mezzo di correzione"

"Sono tre donne distrutte anche economicamente e se vengono condannate e messe in carcere non potranno soddisfare le richieste di risarcimento avanzate dalle parti civili. Nelle scuole purtroppo si verificano spesso episodi di violenza ben peggiore di quella contestata alle imputate e di certo non tale da meritare il carcere. Se andranno in carcere a Pozzuoli di certo saranno donne finite del tutto".

Sono alcuni dei passaggi dell'arringa difensiva dell'avvocato Roberto Chignoli rese nel corso dell'udienza celebrata dinanzi al gup Pasquale D'Angelo del tribunale di Santa Maria Capua Vetere nel processo a carico delle tre insegnanti Francesca Merola, Anna Lucia Spina, Valeria Eliseo dell'istituto scolastico 'Piccole Pesti' di Casapulla accusate di maltrattamenti nei confronti dei piccoli alunni loro affidati.

Il difensore di Spina ha posto l'accento su una responsabilità "più alta" di vigilare all'interno dell'istituto comprensivo di Casapulla che non fosse riconducibile alla mera responsabilità delle singole imputate. Una disamina che si è conclusa con la richiesta di concessione delle attenuanti generiche o comunque di una condanna non superiore ai due anni "per consentire alla Spina di riprendere una vita lavorativa o in generale una vita oramai invivibile per i fatti contestati".

Una difesa che è stata mal recepita dai 29 genitori dei 44 bambini costituitisi parti civili dove tra l'amarezza ed il disappunto esclamavano "vergogna". Ancora una volta è stata dura la contestazione avverso le richieste di condanna formulate dai Sostituti Procuratori Armando Bosso e Carmen D'Onofrio a 3 anni e 4 mesi per Francesca Merola, 2 anni e 4 mesi per Anna Lucia Spina, 1 anno ed 8 mesi per Valeria Eliseo con la concessione delle attenuanti generiche e l'esclusione dell'aggravante di aver commesso i fatti delittuosi contro i minori.

Altro 'pericolo' percepito dagli avvocati delle parti civili - Vincenzo Russo, Gennaro Papale, Luigi Tecchia, Francesco Fabozzi, Domenico Pigrini, Giuseppe Ferrucci, Annamaria Miranda, Emilio Vincenzo, Bruno Moscatiello - è che il reato di maltrattamento contestato alle tre imputate si possa derubricare in quello di abuso dei mezzi di correzione. Un punto ben evidenziato dall'avvocato Elisabetta Carfora legale di alcune piccole alunne maltrattate. "I maltrattamenti erano sistematici e travalicano delle vere e proprie torture proprio perché i bambini anche in tenerissima età da un anno in sù non hanno di certo la capacità di autodeterminarsi - ha precisato la legale - Utilizzare la violenza non è un mezzo lecito di correzione né tantomeno utile per educare un minore. C'era una abitualitá nel perpetrare le violenze ed in molti casi si è trattata di una vera e propria violenza assistita. I bambini assistevano ai maltrattamenti compiuti ai loro compagni e ciò ingenerava in loro il timore fondato che toccasse anche a loro".

Aspre le critiche per pene soft richieste dalla Procura sammaritana "non può essere valutabile una richiesta del genere della Procura - ha sottolineato l'avvocato Carfora - non basta chiedere scusa in aula per integrare un comportamento riparatorio. Il reato di è interrotto solo perché è stata emessa la misura cautelare non di certo perché una delle tre imputate ha fatto un passo indietro".

Francesca Merola, Anna Lucia Spina, Valeria Eliseo - difese dagli avvocati Antonio Treppiccione, Roberto Chignoli, Giuseppe Stellato - sono accusate di episodi sistematici di violenza psicologica e fisica nonché di gravi omissioni nella cura e nell'assistenza dei piccoli alunni generando in loro un perdurante stato di timore. Condotte cristallizzate dall'attività di indagine dei carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere iniziata nel settembre 2021 fino al febbraio 2022 partita dalla denuncia di un genitore di una piccola alunna. Ciò consentì di disvelare le atrocità che si compivano nel plesso scolastico.

I bimbi anche solo di un anno di età venivano presi a schiaffi,afferrati per i capelli e per le orecchie gettati a terra o scaraventati dalle brandine. Venivano messi al buio faccia al muro,imboccati a forza con lo stesso cucchiaio per tutti anche tra conati di vomito. Venivano lasciati tra feci ed urina per ore. Si torna in aula verso la fine del mese di novembre per la discussione del difensore di Francesca Merola.

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