rotate-mobile
Cronaca Capodrise

Il pestaggio in pizzeria, poi la paura del video: nella baby gang i figli degli affiliati ai clan

Il gruppo si muoveva tra Marcianise e Capodrise: erano in 30. Indagate anche ragazzine che hanno provare a recuperare il telefonino col quale pensavano di essere stati ripresi

"Ti ho puntato da quanto ti ho conosciuto” e "adesso ti devo uccidere”. Erano questi gli insulti rivolti ad un ragazzino 14enne mentre veniva pestato dalla baby gang di Marcianise, composta perlopiù dai figli degli affiliati dei clan Belforte e Musone, individuata dagli agenti della Squadra Investigativa del Commissariato di Marcianise. Ben 14 gli esecutori materiali delle lesioni materiali e delle minacce mosse al loro bersaglio prediletto deferiti poi al Tribunale dei Minorenni di Napoli e destinatari del Daspo Urbano.

Nella baby gang 30 ragazzini tra i 13 ed i 17 anni

Il gruppo di baby criminali composto da 30 persone, con un range di età dai 13 ai 17 anni, si muoveva sulla zona di Marcianise e Caprodise, sempre in branco, per il predominio territoriale e si accaniva con ferocia con le vittime designate come nel caso del 14enne che il 20 febbraio scorso si trovava in una pizzeria di via Dante a Capodrise verso le 20.40. Era il loro 'divertimento preferito', già era stato bullizzato innumerevoli volte, ma non aveva mai avuto il coraggio della denuncia perché nel feroce branco c'erano i figli dei cammoristi e da lì il terrore di un epilogo peggiore.

L’aggressione davanti la pizzeria

Quella sera del 20 febbraio, proprio i figli degli affiliati dei rispettivi clan marcianisani entrarono in pizzeria e avvicinatisi al 14enne gli presero il giubbotto portandolo fuori. Un semplice escamotage per costringere il ragazzino ad uscire e, una volta in strada, iniziarono a colpirlo con pugni e calci, continuando mentre era a terra cercando di ripararsi con le braccia il volto.

“Ci hanno filmato” ed intervengono le ‘ragazzine del gruppo’

Uno di loro si accorse di una ragazzina presente in un altro gruppo poco distante da via Dante. Da lì il sospetto che qualcuno avesse filmato. Finito il pestaggio il branco si mise alla ricerca della ragazzina che purtroppo rintracciarono. Si fecero avanti ‘le ragazzine del gruppo’. Attirarono la 16enne, con una scusa, nella piazza antistante la chiesa di Sant'Andrea a Capodrise verso le 21.45. Erano in 5. Prima cercarono di farsi consegnare lo smartphone che, a loro dire, la 16enne avrebbe utilizzato per riprendere l'aggressione avvenuta ai danni del ragazzino. Alla risposta negativa, scattò la reazione del branco: venne afferrata per i capelli, trascinata per diversi metri al suolo mentre in gruppo le ragazzine la malmenavano. Schiaffi, calci ed scippi con le unghie nella parte alta del corpo, oltre agli insulti. Solo il timore di essere scoperte da alcuni passanti le fece desistere senza ottenere ciò che volevano: il cellulare che la 16 enne è riuscita a proteggere dai colpi della feroce aggressione. Giunta a casa, la 16enne ha raccontato l'accaduto ai familiari ed è stata presentata denuncia dell'accaduto presso il commissariato di Marcianise. I poliziotti, grazie ad una indagine lampo, corroborata dall'acquisizione delle telecamere di sorveglianza comunali e dalle testimonianze delle due giovani vittime, sono riusciti ad individuare i 14 esecutori materiali dei due episodi di violenza figli di una mentalità cammoristica ancora dura a morire.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il pestaggio in pizzeria, poi la paura del video: nella baby gang i figli degli affiliati ai clan

CasertaNews è in caricamento