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Pizzini dal carcere per ordinare le estorsioni: 9 arresti nel clan Ucciero di Villa Literno

Villa Literno - Nella mattinata di ieri, i Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta hanno datoesecuzione ad ordinanza di custodia cautelare in carcere ed a misura cautelare deldivieto di dimora nelle province di Caserta e Napoli nei...

Nella mattinata di ieri, i Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta hanno datoesecuzione ad ordinanza di custodia cautelare in carcere ed a misura cautelare deldivieto di dimora nelle province di Caserta e Napoli nei confronti di soggetti affiliati alclan "dei casalesi" - gruppo Ucciero, operante su Villa Literno, ritenuti responsabilidei reati di associazione mafiosa, porto e detenzione illegale di armi ed estorsione.
I provvedimenti cautelari traggono origine da una complessa attività d'indagine, coordinatadalla Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli (Dr. FedericoCafiero de Raho e D.ssa Annamaria Lucchetta) e condotta dal Nucleo Investigativo diquesto Comando, avviata in seguito all'arresto in flagranza, avvenuto il 9 settembre2009 in Villa Literno, dei pregiudicati ZIELLO Gaetano, classe 1979, poi divenutocollaboratore di giustizia, e GAROFALO Costantino. I due furono colti dai Carabinieridel luogo all'atto di presentarsi sul cantiere di una società edile, vincitrice della garad'appalto per la riqualificazione del centro urbano di quel comune, per un importo totale di? 3.500.000/00, al fine di imporre la tangente in nome e per conto di tale "Capaspaccata",identificato in UCCIERO Massimo, elemento apicale dell'omonima fazione, protagonistadi una sanguinosissima guerra di camorra con la famiglia Bidognetti, per il controllodelle attività illecite nel liternese, tra la seconda metà degli anni '90 ed i primi anni 2000.
Il risultato dell'indagine è stato di particolare rilevanza, per un insieme di elementi, tutti diestrema attualità, che gli investigatori sono riusciti a far emergere e cristallizzare. La primanovità consiste proprio nell'identificazione del gruppo camorristico, completamente nuovo,quantunque capeggiato da una "vecchia conoscenza" di Magistratura e Forze di polizia, ilcitato Ucciero Massimo.
L'attività investigativa ha quindi permesso di ricostruire l'organigramma e le dinamichedel sodalizio criminale, promosso, organizzato, diretto ed avviato, alcuni mesi dopol'arresto del boss latitante SETOLA Giuseppe, capo dell'ala stragista del clan "deicasalesi" - fazione Bidognetti, dai detenuti Massimo Ucciero, alias "Capaspaccata", dalfratello Vincenzo Ucciero, alias "cul e' papera", da Sergio Ferraro, alias "Spenk", e daGaetano Ziello, classe 1980, alias "u Ziell". A capo del sodalizio si pone quindi MassimoUcciero, il quale, stanco dei lunghi anni di faida con l'avverso gruppo bidognettianoe duramente colpito nel 2004 dalla morte per omicidio del fratello Domenico, riesce astringere un'alleanza, nel carcere di Melfi (PZ), con Giuseppe Dell'Aversano, alias "Peppeo' diavolo". L'Ucciero si allea inoltre con Ziello Gaetano, classe 1980, paradossalmentecoinvolto in diversi omicidi in danno di soggetti del vecchio gruppo Tavoletta-Ucciero ed inpassato fedelissimo di Bidognetti.Altro elemento nuovo è l'utilizzo, per la riscossione delle tangenti e gli acquisti di armida parte del "direttivo" del sodalizio attualmente operante su Villa Literno, di pregiudicatiprovenienti da Casapesenna e San Cipriano d'Aversa, quali ZIELLO Gaetano, classe1979, GAROFALO Costantino, DIANA Costantino e PICCOLO Renato, quest'ultimo giàesponente di spicco della fazione facente capo a Zagaria Vincenzo.
Ed ancora, altra novità è la trasmissione agli affiliati liberi, da parte dei capi detenuti,degli ordini e degli elenchi dei soggetti da sottoporre ad estorsione, attraverso "pizzini"veicolati, nel corso dei colloqui in carcere, mediante familiari di detenuti considerati gregarinell'ambito del clan e quindi sottoposti a controlli meno pressanti da parte delle Forzedell'ordine. I latori dei messaggi riuscivano quindi a far pervenire all'esterno delle strutturecarcerarie una vera e propria lista di nominativi di operatori economici dell'area liternese,con l'indicazione, per ognuno, della cifra da estorcere nei periodi di Natale, Pasqua eFerragosto.

Rilevante anche l'efferatezza degli ordini impartiti che prevedevano, tra l'altro, diintimidire, con l'esplosione di colpi d'arma da fuoco all'esterno delle abitazioni, glioperatori economici che avessero rifiutato di pagare il rateo estorsivo.Il sodalizio, inoltre, diversamente dal passato, non prediligeva più solo alcuni tipi diattività commerciali ed imprenditoriali, ma aveva posto in essere una "campagna" del tuttotrasversale, che andava dalle tipografie ai centri medici, dalle società di autotrasporti alleconcessionarie d'auto, alle rivendite di materiale edile, alle sartorie, ai negozi di generialimentari.
Nel corso delle indagini sono state recuperate e sottoposte a sequestro anche numerose armie munizioni, in particolare due fucili da caccia, un fucile a canne mozze e munizionamentodi vario genere, tra cui proiettili per Kalaschnikov con i relativi caricatori.Gli arrestati non già detenuti sono stati associati presso la Casa Circondariale di S.MariaC.V.

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