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Maione (Jobsoil) su nuovo 'Centro Direzionale' nel vecchio deposito Sita

Salerno - Settanta uffici ,un edificio di otto piani fuori terra, cinque negozi , un'area verde, quattrocento posti auto su tre livelli interrati. Quello che sorgerà a Salerno, al posto del vecchio deposito Sita nell'area prossima alla nuova...

Settanta uffici ,un edificio di otto piani fuori terra, cinque negozi , un'area verde, quattrocento posti auto su tre livelli interrati. Quello che sorgerà a Salerno, al posto del vecchio deposito Sita nell'area prossima alla nuova Cittadella Giudiziaria è un vero e proprio Centro Direzionale, che sarà costruito con tecniche innovative tra le quali il TFEG, il "palo intelligente" inventato e realizzato dal geologo campano, Nicola Maione del Centro Ricerche Jobsoil.
"E' la realizzazione di un Piano Urbanistico Attuativo ( PUA) che si inserisce nell'ambito del Piano Urbanistico Comunale di Salerno . E' un piano di nuova generazione approvato a fine del 2006 - ha affermato l'ing. Armando Zambrano , libero professionista , esperto in progettazione strutturale e Presidente dell'Ordine Provinciale degli Ingegneri di Salerno - e prevede l'attuazione di un centinaio di comparti per la realizzazione di opere private con il sistema della perequazione nel senso che, per ogni comparto, i proprietari sono obbligati a cedere al Comune le aree per la creazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria. Si tratta di strade, parcheggi , aree a verde, scuole. Sono interventi sparsi in tutta la città. Servono proprio a riammagliare il tessuto urbano e a dare servizi pubblici nelle zone ove vi è particolare carenza. Penso anche alla lunga fascia litoranea di Salerno, sviluppata parallelamente alla costa, che però in questo momento non ha una sua caratterizzazione pur essendo un punto nevralgico per la possibile espansione della città. La zona orientale, quella nei pressi dello stadio Arechi, ha grandi potenzialità turistiche e anche attrattive dal punto di vista del terziario ma oggi non ha una sua ben precisa collocazione e presenta anche situazioni di degrado . L'opera di cui parlavamo in apertura , riguarda l'area (10.000 mq ) dismessa e degradata dell'ex deposito degli autobus della SITA che è stata acquistata da una società privata composta soprattutto da professionisti salernitano con lo scopo di riconvertirla , alla luce delle previsioni del Piano Urbanistico Comunale, in un'area che abbia soprattutto una destinazione terziaria con la realizzazione di un'ampia piazza attrezzata. Il progetto, molto bello, disegnato dall'architetto salernitano Rocco Fasolino, prevede circa 70 uffici , alcuni locali commerciali e un garage interrato realizzato su tre livelli che è l'opera più complessa, in parte da cedere al Comune per obblighi di convenzione. Con mia figlia, l'ing.Manuela Zambrano, mi occupo della progettazione geotecnica e strutturale, e della direzione dei lavori. L'impresa esecutrice è la CO.GE.VO. dell'ing.Michele Voria. La costruzione dell'interrato è un'operazione particolare perché ci troviamo in una situazione complessa dal punto di vista geologico; quindi la cura della progettazione geotecnica delle opere di fondazione e di protezione dello scavo, utilizzando tecniche innovative e moderne è l'obiettivo principale che ci ha spinto a trovare nuove metodologie per la realizzazione di questa opera. In realtà, non vi sono esperienze dirette in Salerno di interventi analoghi a tutt'oggi.
Inoltre, sono state previste tecniche specifiche di monitoraggio dell'area e dei fabbricati circostanti, per assicurare la continua ed accurata sorveglianza dell'influenza delle opere in corso di realizzazione. I riscontri effettuati sinora hanno dimostrato che gli interventi non hanno alcuna rilevanza sulle opere circostanti".

Dunque "l'idea dell'uso del TFEG - ha proseguito Zambrano - è stata sviluppata acquisendo informazioni presso ditte specializzate ed anche presso l'Università di Salerno, che ha un Dipartimento di Geotecnica di eccezionale competenza. Avendo problematiche di tipo geologico come terreni con scarse caratteristiche meccaniche, abbiamo confrontato le possibili soluzioni ed abbiamo verificato le scelte migliori per il sostegno dei diaframmi di protezione degli scavi. Il progetto prevede uno scavo per tre livelli interrati; per contenerlo stiamo realizzando dei diaframmi in cemento armato di 80 cm di spessore che garantiscono ovviamente l'impermeabilità ed anche un'elevata resistenza, adeguatamente incastrati in uno strato molto consistente presente tra i 16 ed i 20 mt. Per le caratteristiche dei materiali abbiamo dovuto prevedere che in alcune zone le paratie fossero "tirantate" e quindi in qualche modo agganciate in profondità. A seguito di prove fatte con tiranti tradizionali e con i TFEG, abbiamo potuto riscontrare che questi ultimi presentano una maggiore resistenza e possono garantire l'assoluta stabilità delle paratie nelle condizioni previste. Dunque è stata una scelta basata su un'accurata analisi della situazione. Possiamo dire che questa soluzione ha consentito di evitare l'eccessivo infittimento dei tiranti. L'idea del TFEG è di avere un elemento di maggiore resistenza, un rostro, alla punta del tirante che garantisce una più ampia collaborazione del terreno, aumentando l'area di contatto tra il tirante ed il terreno".
"E' una tecnica sicuramente vantaggiosa dal punto di vista tecnologico - ha concluso Zambrano - anche se la realizzazione è simile a quella di un tirante normale. Ovviamente, in corrispondenza dei fabbricati circostanti non sono previste opere di tirantatura; in tali zone si procederà allo scavo con la preventiva realizzazione delle opere strutturali di contrasto delle paratie con la tecnica del top-down e/o mediante rinforzi specifici di sostegno".

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