Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Appalto del 118 revocato dopo gli arresti: respinto ricorso della ‘Misericordia’

I giudici: "Un robusto e concludente quadro indiziario a sostegno della sussistenza di condotte di turbativa d'asta"

“Un robusto e concludente quadro indiziario a sostegno della sussistenza di condotte di turbativa d'asta idonee ad inficiarne la validità”. E’ quanto ha messo nero su bianco la Quinta Sezione del Tar Campania (presidente Maria Abbruzzese) nella sentenza con la quale respinge il ricorso della Misericordia di Caivano contro la revoca dell’appalto per il 118 da parte dell’Asl di Caserta. Un provvedimento che è arrivato dopo l’indagine (e gli arresti) dei carabinieri del Nas di Caserta.

Negli atti di indagini, c’è anche un riferimento alla gara per il trasporto in emergenza 118. E c’è una telefonata fatta dal dipendente dell’Asl Francesco Della Ventura a Cuono Puzone, presidente dell’associazione ‘Misericordia’ di Caivano del 14 dicembre 2020: "Tutto a posto ... E' tua” dice il dipendente. L'associazione di cui è presidente Puzone riesce ad aggiudicarsi ben due gare (per il trasporto dei pazienti dializzati e per il servizio 118) grazie, secondo gli inquirenti, all’interessamento di Francesco Della Ventura, dipendente presso il dipartimento di Salute Mentale, che si prodiga sia corrompendo un membro della commissione, oggi deceduto, sia seguendo l'intera pratica facendo da trait d'Union tra Puzone ed i suoi galoppini ed i funzionari dell'Asl. Della Ventura in cambio dei favori riceve da Puzone l'assunzione della moglie presso la stessa "associazione di volontariato", con impiego all'ospedale di Procida. "Tutto a posto sta a Procida", conferma Della Ventura a Puzone in una conversazione intercettata dagli inquirenti. "Figurati Franco, te lo meriti. Speriamo che dura parecchio questo lavoro", replica Puzone.

Letti gli atti dell’indagine, il direttore generale dell’Asl di Caserta Ferdinando Russo pressa per la revoca della gara con tanto di segnalazione all’Anac della vicenda. L’associazione ‘Misericordia’ fa ricorso al Tar Campania contestando che, nell’atto dell’azienda sanitaria, non ci sia “una esplicita motivazione circa la effettuata comparazione con l'interesse dei partecipanti alla procedura di affidamento” così come confermato dagli stessi giudici del Tar.

I quali, però, evidenziano che "se è vero che grava in via di principio sull'Amministrazione l'onere di motivare puntualmente in ordine alla sussistenza di un interesse pubblico concreto e attuale alla rimozione dell'atto, è altresì vero che l'onere motivazionale gravante sull'Amministrazione risulterà attenuato in ragione della rilevanza e autoevidenza degli interessi pubblici tutelati al punto che, nelle ipotesi di maggior rilievo, esso potrà essere soddisfatto attraverso il richiamo alle pertinenti circostanze in fatto e il rinvio alle disposizioni di tutela che risultano in concreto violate, che normalmente possano integrare, ove necessario, le ragioni di interesse pubblico che depongano nel senso dell'esercizio dello ius poenitendi, del resto sicuramente autoevidenti quanto alla natura recessiva dei contrapposti interessi privati”.

Evidenziando, inoltre, che "nella fattispecie in esame, venendo in rilievo un interesse particolarmente qualificato - quale la tutela della concorrenza in materia di appalti pubblici - avente rango costituzionale e sovranazionale, l'onere motivazionale gravante sull'Amministrazione deve ritenersi pertanto attenuato”. Per questo motivo il ricorso della Misericordia viene respinto e l’associazione condannata a pagare le spese legali.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Appalto del 118 revocato dopo gli arresti: respinto ricorso della ‘Misericordia’

CasertaNews è in caricamento