Appalti pilotati, la Procura vuole riaprire il processo in Appello

Annunciata la rinnovazione del dibattimento con nuovi testimoni. Le difese chiedono l'inammissibilità dei ricorsi della Dda

Il processo all'ex sindaco Di Muro ed al progettista La Regina

Nuovi testimoni in Appello contro l'ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere Biagio Maria Di Muro, Alessandro Zagaria, il ristoratore ritenuto il trait d'union tra il clan dei Casalesi e le pubbliche amministrazioni, e gli altri imputati coinvolti a vario titolo nell'inchiesta sulla corruzione e le infiltrazioni della camorra negli appalti della città del Foro e di Grazzanise. 

E' quanto ha annunciato il procuratore generale nel corso della prima udienza celebrata dinanzi alla prima sezione penale della Corte d'Appello di Napoli. Il pg, nel corso dell'udienza meramente rinviata per un difetto di notifica, ha annunciato la propria volontà alla rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale, portando nuove prove a carico degli imputati.

Prima dell'udienza i difensori avevano depositato memorie riguardanti i tre diversi Appelli fatti dal pm della Dda Maurizio Giordano che aveva impugnato con un primo atto l'assoluzione di Alessandro Zagaria per la sua partecipazione al clan dei Casalesi per la vicenda di Santa Maria Capua Vetere, con un secondo atto la posizione di Zagaria su Grazzanise, e con un terzo atto è stata impugnata l'assoluzione per concorso esterno in associazione mafiosa agli imprenditori Francesco e Nicola Madonna. Ad avviso dei difensori il potere di impugnativa della Dda si sarebbe consumato tutto nel primo appello con conseguente inammissibilità degli altri. Di diverso avviso il procuratore generale per il quale sono stati rispettati i termini per le impugnazioni e non sussisterebbero motivi di illogicità tra i tre diversi atti di appello. Circostanze per le quali i giudici dovranno decidere nell'udienza fissata a metà maggio. 

Sotto processo ci sono l'ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere Biagio Maria Di Muro (condannato in primo grado a 5 anni e 6 mesi), il progettista Guglielmo La Regina (condannato in primo grado a 6 anni), Roberto Di Tommaso (condannato a 1 anno con pena sospesa), Alessandro Zagaria (condannato in primo grado a 4 anni) e gli imprenditori di Casal di Principe Nicola e Francesco Madonna (entrambi assolti in primo grado). 

Due le inchieste finite all'interno dello stesso fascicolo con Alessandro Zagaria, il ristoratore di Casapesenna ritenuto dalla Dda un faccendiere del clan dei Casalesi con il compito di mantenere i contatti con le pubbliche amministrazioni al fine di turbare appalti, a fare da trait d'union. Una è quella relativa ai lavori di ristrutturazione di Palazzo Teti Maffuccini con la progettazione affidata a Guglielmo La Regina grazie alle presunte bustarelle date all'ex sindaco sindaco di Santa Maria Capua Vetere Biagio Maria Di Muro ed ai componenti della commissione di gara, presieduta dal dirigente Roberto Di Tommaso. Nel patto corruttivo avrebbe partecipato anche Zagaria che avrebbe consegnato materialmente i soldi promessi a Di Muro.

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L'altro filone dell'inchiesta riguardava i lavori per la rete fognaria a Grazzanise affidati ai Madonna. Al processo si è costituito parte civile il Comune di Grazzanise con l'avvocato Salvatore Piccolo. Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Giuseppe Stellato, Giovanni Cantelli, Angelo Raucci e Renato Jappelli.

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