Verifiche false sugli appalti in ospedale, chiesta condanna per ex direttore

Il pm ha invocato 4 anni e mezzo per Carmine Iovine. Chiesti 26 rinvii a giudizio

Tre richieste di condanna. Sono quelle formulate dal pm Giacomo Urbano nei confronti di altrettanti imputati che hanno chiesto il rito abbreviato nell'inchiesta sugli appalti all'ospedale di Caserta. 

Il pm ha invocato 4 anni e mezzo di reclusione per l'ex direttore del Sant'Anna e San Sebastiano Carmine Iovine mentre 3 anni a testa sono stati richiesti per Angela Ragozzino e Caterina Cusano. Tutti e tre sono difesi dall'avvocato Giuseppe Stellato che ha chiesto l'assoluzione per i suoi assistiti al termine della sua arringa. Le altre 26 persone coinvolte nell'inchiesta, invece, hanno scelto il rito ordinario. Per loro il pm ha chiesto il rinvio a giudizio. E' attesa per le prossime ore la decisione del gup Rosaria Dello Stritto. 

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, ha permesso di svelare falsi attestati di verifica che sarebbero stati effettuati almeno a partire dal 2008 e fino al 2015 per i servizi di pulizia, lavanderia, gestione dell’obitorio oltre che alcune turbative d’asta relativamente ad appalti “pesanti” dell’azienda ospedaliera di Caserta. Fatti che sono stati verificati durante il periodo in cui l’ospedale del Capoluogo è stato sottoposto a commissariamento per infiltrazione camorristica. 

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