Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Il Riesame annulla l’arresto del figlio di La Torre e 5 indagati

Colpo di scena dopo il ricorso contro l’ordinanza

Francesco Tiberio La Torre

Clamoroso colpo nell’indagine sul gruppo criminale dedito allo spaccio di droga a Mondragone. Il tribunale del Riesame di Napoli ha infatti annullato le ordinanze cautelari a carico di Francesco Tiberio La Torre, 31 anni, figlio del boss Augusto; Michele Degli Schiavi, 30 anni (difeso dall’avvocato Franco Liguori); Frederik Loka, albanese di 39 anni; Costantino Cardillo, 34 anni di Mondragone; Vincenzo De Crescenzo, 62 anni di Mondragone; Giuseppe Galluccio, 36 anni di Mondragone.

I sei erano rimasti coinvolti in un’operazione dei carabinieri che aveva svelato l’esistenza di un’associazione criminale dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare crack e cocaina, strutturata a livello verticistico, con una netta distinzione dei ruoli. Proprio il giovane La Torre veniva ritenuto dagli inquirenti a capo dell’organizzazione, assieme a Vincenzo De Crescenzo, 62enne pregiudicato, ed il figlio Salvatore De Crescenzo, 40enne anch’egli pregiudicato.

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Sono loro tre che “costituiscono il motore dell’organizzazione”, che ne programmano l’attività, si attivano per reperire i mezzi finanziari per garantire l’acquisto della droga, trasportato dai fornitori direttamente a Mondragone. Nella struttura piramidale venivano poi, secondo i carabinieri, poi gli organizzatori e fornitori del gruppo: Michele Degli SchiaviFrederik Loka Francesco Balestrieri. Ma nel corso dell’udienza davanti al tribunale del Riesame, gli avvocati difensori hanno eccepito l’inefficacia della misura cautelare per l’omessa trasmissione degli “atti posti a fondamento del titolo coercitivo”.

Ed i giudici napoletani hanno accolto l’eccezione, non essendo stati messi a disposizione, come ha messo nero su bianco la X sezione del Riesame, “alcuni fondamentali atti d’indagine, quali, in particolare, l’ìinformativca id reato del 30 dicembre 2016 ed i relativi allegati” a cui il gip si rifà nell’ordinanza cautelare. Per questo motivo il tribunale del Riesame annulla l’ordinanza “non potendo verificare i presupposti legittimanti l’adozione della misura”.

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