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Rapine a gioiellerie: in cella finiscono cinque persone

Casal di Principe - Un operazione dei carabinieri ha portato all'arresto di:1. URGHERAIT Gianni n. a Napoli il 5.11.1971 ( custodia in carcere )2. DE ROSA Gennaro n. a Napoli il 10.6.1967 ( custodia in...

Un operazione dei carabinieri ha portato all'arresto di:1. URGHERAIT Gianni n. a Napoli il 5.11.1971 ( custodia in carcere )2. DE ROSA Gennaro n. a Napoli il 10.6.1967 ( custodia in carcere )3. FERRARA Gennaro n. a Napoli il 2.9.1968 ( custodia in carcere )4. TORTORA Renato n. a Casoria (NA) il 18.11.1974 ( custodia in carcere )5. RUSSO Antonio n. a Napoli 1'8.7.1982 ( custodia in carcere )
I reati contestati sono: Tutti: associazione a delinquere finalizzata alla commissione di rapine. I cinque indagati, più un sesto, che si trova attualmente agli arrestidomiciliari, sono colpiti da gravi indizi di colpevolezza in ordine a dueepisodi di rapina con armi e sequestro di persona commessi il 22novembre 2012 e 15 gennaio 2013 in Casal di Principe in danno deititolari di due gioiellerie.
L'attività investigativa è iniziata subito dopo le rapine e condotta conintercettazioni telefoniche ed ambientali, anche in carcere, che hannoconsentito di accertare che tra tutti gli indagati si era creato un vincoloassociativo diretto esclusivamente alla commissione di gravi reatipredatori.
II gruppo criminale individuato si è reso responsabile dellaconsumazione di due rapine in danno dei titolari di due gioiellerieoperanti in Casal di Principe, utilizzando armi da fuoco, puntandolecontro i titolari delle citate attività commerciali e alla testa di alcune partioffese, arrivando ad agire con ulteriore efferata violenza in una occasionelegando mani e polsi alle vittime e chiudendole in uno stanzino compresauna cliente in stato di gravidanza.

Nell'episodio del 15 gennaio 2013 grazie al tempestivo intervento deiCarabinieri di Casal di Principe venivano arrestati tre componenti dellabanda, tra cui una donna. La prosecuzione delle indagini, mai cessate, hanno portato allaidentificazione di tutto il gruppo criminale e all'accertamento della lororesponsabilità anche con riferimento alla rapina del 22 novembre 2012.
Il profitto per le rapine commesse ammonta a circa 130.000 euro, ma100.000 sono stati recuperati. Utilissime sono state alcune dichiarazioni testimoniali, perl'individuazione dei mezzi usati per le rapine, e la possibilità, a dire ilvero molto rara, di poter visionare i filmati di alcune videocamere postenei pressi degli esercizi commerciali che hanno ripreso le fasi successive alla rapina. Il minuzioso esame dei tabulati dei cellulari sequestrati airapinatori ha consentito di incrociare i dati con altri cellulari utilizzati dalgruppo, ricavando ulteriori elementi di riscontro. Gli indagati risultano avere gravi precedenti penali e giudiziari, anchespecifici, e alcuni di essi vengono indicati vicini a clan camorristi, pur nonemergendo nella presente indagine elementi da far ritenere sussistentel'aggravante camorristica.

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