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Frode al cimitero di Caserta su cappelle gentilizie: custodia cautelare per tre indagati tra imprenditori e funzionari del Comune

Caserta - A seguito di complesse ed articolate indagini coordinate dalla Procura dellaRepubblica presso il Tribunale di S.M. Capua Vetere e delegate ai Carabinieri della Compagnia diCaserta, è stata data esecuzione ad un'ordinanza di custodia...

A seguito di complesse ed articolate indagini coordinate dalla Procura dellaRepubblica presso il Tribunale di S.M. Capua Vetere e delegate ai Carabinieri della Compagnia diCaserta, è stata data esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari neiconfronti di 3 indagati Macrino Carmine, Fiorillo Alfredo, Della Pernia Filippo. Detti soggetti sono ritenuti responsabili, di associazione perdelinquere, truffa aggravala, abuso d'ufficio, falsità materiale ed ideologica commessa in atti pubblici e in certificati e/o autorizzazioni amministrative, corruzione e contraffazione ed uso di strumenti destinati a pubblica autenticazione o certificazione, falsità in scritturaprivata, occupazione sine titolo di suolo pubblico.
Va anche evidenziato che per detti fatti, per i quali sono stati complessivamente indagati oltre30 soggetti, pende già richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di 18 persone (udienzapreliminare è fissata per il prossimo 9 ottobre 2013). Infatti, va rilevato che l'esecuzione dellamisura giunge a circa tre anni da quando ne fu fatta richiesta da parte della Procura, in quanto lafondatezza dell'attenta ed innovativa impostazione accusatoria proposta nella fasecautelare, a seguito di rigetto sia da parte del GIP sia da parte del tribunale del Riesame -le cui motivazioni la procura non condivideva, è stata riconosciuta, per la prima volta, solo dalla S.C, di Cassazione (V sez. -sentenza 40415U2) che accoglieva integralmente il ricorso di questa Procurae confermava la correttezza dell'impianto accusatorio.
A seguito dell'annullamento con rinvio disposto dalla SC. il Tribunale del Riesame di Napoli,in data 22213 disponeva le misure suddette. In data 26/9/13 la SC rigettava il ricorso degli indagaticontro il citato provvedimento del Tribunale del Riesame.
L'indagine ha accertato una serie di illeciti concernenti l'assegnazione, l'edificazione el'occupazione di suoli e cappelle funerarie all'interno del Cimitero di Caserta ed ha avuto inizio allafine del 2009 a seguito di due denunce-querele sporte da altrettanti cittadini casertani, i quali,credendo di aver acquistato secondo legge un suolo nel cimitero di Caserta. sul quale erigere uncappella funeraria per i defunti della propria famiglia, si accorgevano che, sul medesimlo da loroacquistato, era stata già eretta una cappella da altro soggetto non legittimato.
Da tale spunto investigativo iniziava una lunga serie di accertamenti, effettuati conpuntualità e solerzia dai Carabinieri della Compagnia di Caserta. all'uopo delegati, dai qualiemergeva un sistema di truffe, perpetrato con continuità, ed organizzato da vari soggetti (tra cuialcuni dirigenti e dipendenti dei Comune di Caserta ed altre persone titolari di imprese ediliprivate) i quali hanno dato vita ad una associazione a delinquere finalizzata alla commissione degliilleciti suddetti e che ponevano in essere una serie di truffe in danno di privati cittadini, per unvolume d'affari che ammonta a un totale di circa 2 milioni di euro.

In pratica gli indagati, avvalendosi del loro ruolo professionale nonché dell'incaricoistituzionale ricoperto all'interno del Comune di Caserta, circostanza idonee sia ad avvalorare leloro proposte truffaldine sia a "coprire" gli illeciti svolgendo essi stessi il ruolo di controlloriall'interno dell'area cimiteriale casertana e con la complicità consapevole dei titolari di ditte ediliprivate, nonché di persone che svolgevano il ruolo di "procacciatori", venivano in contatto concittadini che. dovendo fronteggiare l'improvvisa scomparsa di un congiunto, e ritenendo di averattivato una legittima procedura per ottenere la concessione cimiteriale (ed invero gli stessi sirivolgevano a funzionari comunali addetti ai vari servizi cimiteriali ed edilizi), venivano raggirati inquanto ricevevano falsa documentazione amministrativa ed effettivamente entravano nelladisponibilità di latto di suoli e/o cappelle. Quindi, le vittime, ritenendo di aver seguito una legittimaprocedura amministrativa, inconsapevoli della falsità della documentazione loro consegnata,elargivano ingenti somme di denaro per inesistenti cessioni e/o concessione di suoli cimiteriali, che,nella realtà, erano rimasti nella proprietà dei legittimi assegnatari e non ancora utilizzati. Insostanza, grazie alla complicità di dipendenti del comune di Caserta coinvolti nella truffa, gliimputati eludevano l'iter per l'assegnazione in concessione dei suoli cimiteriali da parte dell'EnteComunale ai cittadini in possesso dei prescritti requisiti, ed effettuavano una commercio illecito etruffaldino delle aree pubbliche consentendo illecite occupazione da parte dei truffati ed escludendoi legittimi assegnatari.
Il "sistema" ha funzionato per lungo tempo in quanto hanno operato vari soggetti aventiruoli diversificati ed idonei a rendere difficilmente rilevabile la truffa, ovvero: / pubblicifunzionari, i quali garantivano e consentivano le illecite occupazioni, approntavano la falsadocumentazione e, quando sorgeva qualche problema ma "sistemavano" in qualche modo lasituazione consentendo il perdurare delle occupazioni illecite e, talora, tacitando i legittimiassegnatari consentendo che gli stessi, a loro volta, occupassero abusivamente altri suoli; gli imprenditori che avevano i contatti con le vittime, incassavano quanto dovuto per i lavori erealizzavano, o simulavano di aver realizzalo le opere; "procacciatori" il cui compito principaleera quello di contattare i privati "pubblicizzando" la possibilità di ottenere facilmente, senzaimpegnarsi in prima persona in estenuanti "iter burocratici".

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