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Guardie giurate rifornivano di armi e munizioni i clan della camorra di Caserta e Napoli: sette arresti

Mondragone - All'alba di venerdì scorso, nell'ambito di un'articolata indagine coordinata da questaProcura della Repubblica, i Carabinieri della Compagnia di Mondragone hanno eseguitoun fermo d 'indiziato di delitto nei confronti di 7 indagati...

All'alba di venerdì scorso, nell'ambito di un'articolata indagine coordinata da questaProcura della Repubblica, i Carabinieri della Compagnia di Mondragone hanno eseguitoun fermo d 'indiziato di delitto nei confronti di 7 indagati, tutti ritenuti responsabili, a variotitolo, di associazione per delinquere dedita al traffico illecito di armi da fuoco emunizioni, detenzione e porto di armi e munizioni comuni e da guerra con l'aggravante del metodo mafioso. Le persone s'identificano in Conte Armando, D'Addio Giuseppe, NacarloAntonio, Iaccarino Attilio, Volgare Salvatore, Guadagni Salvatore e GuadagniArco Ciro. Ai provvedimenti cautelari d'urgenza a carico dei 7 sono seguite idoneemisure restrittive in carcere.

"Le indagini - è spiegato in una nota stampa della Dda di Napoli - iniziate nel novembre del 2013, condotte prevalentemente attraverso attivitàtecniche e di pedinamento, giovandosi anche d 'importanti dichiarazioni di collaboratori digiustizia, hanno permesso d'indebolire il principale canale di approvvigionamento edistribuzione di armi delle diverse consorterie criminali casertane e partenopee.L'operazione ha permesso di disarticolare un'organizzazione che operava trasversalmentenel territorio delle Provincie di Napoli e Caserta, fornendo il proprio apporto ai diversigruppi criminali egemoni in quei territori, con la finalità di fornire, riparare e provare armie munizioni".
"A capo - continua la nota - era Conte Armando, guardia giurata, conosciuta negli ambienti criminali per lesue notevoli capacità nella manutenzione, alterazione e riparazione delle armi. Egli risultaaver messo le sue conoscenze tecniche in materia di armi a disposizione di vari Gruppicriminali (Casalesi, Savarese, Giuliano), garantendone in più occasionil'approvvigionamento necessario per rafi'orzarne la loro forza militare nelle faide chehanno caratterizzato gli ultimi anni, soprattutto nel territorio partenopeo.L'associazione è risultata possedere una capillare diffusione: in ogni quartiere delcapoluogo napoletano esisteva un uomo di fiducia, un intermediario con i diversi clancamorristici e con il compito preciso di prendere "le ordinazioni" in base alle richiestedegli affiliati (Nacarlo nel quartiere Sanità, Volgare e Iaccarino nel quartiere diForcella, Guadagni Arco Ciro e Salvatore nell'area vesuviana)"."Un'altra guardia giurata, D'Addio Giuseppe, è emerso avere il ruolo di gestire gliordinativi e le consegne delle varie armi e munizioni. Tra le "conoscenze" di Conte Armando sono stati individuati anche i titolari di notearmerie dell'hinterland napoletano, grazie ai quali egli è riuscito ad ottenere munizioni,armi o parti di esse necessarie per soddisfare le esigenze e le richieste provenienti daidiversi gruppi criminali".Nel corso della perquisizione a casa di uno dei denunciati, i militari hanno sequestrato uningente numero di munizioni.Il gruppo aveva un vero e proprio prezzario. Una pistola veniva venduta ad un prezzooscillante tra i 500,00 ed i 900,00 ?, mentre per un fucile mitragliatore si raggiungevanoanche i 2. 700, 00 6'.

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