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Giovedì, 23 Maggio 2024
Attualità Aversa

Il Consiglio di Stato boccia il ricorso della pizzeria: "No alla sospensione della sentenza del Tar"

Il contenzioso riguarda l'attività e il condominio sui fumi delle cucine

Il Consiglio di Stato boccia la richiesta di sospensiva presentata da una nota pizzeria di Aversa dopo la sentenza del Tar. La quarta sezione, presidente Mastrandrea, ha quindi respinto il ricorso dell’attività situata al piano terra di un condominio di lusso in viale Olimpico.

La pizzeria era stata oggetto di controversie a causa dei fumi delle cucine fin dall’aprile del 2022, quando un’ordinanza del Comune, a seguito di un sopralluogo, vietava alla pizzeria di convogliare i fumi delle cucine nelle bocchette-griglie di evacuazione preesistenti nell'edificio. L'ordinanza richiedeva che i fumi fossero invece canalizzati attraverso apposite canne fumarie.

I condomini avevano denunciato, tramite i loro legali, che i condotti si trovavano in spazi interni. I residenti avevano lamentato l'odore persistente di vari tipi di cibo, tra cui pesce, carne, uova, fritture e dolci, che si diffondeva dalle 11 del mattino fino a mezzanotte, causando inquinamento e disturbo all'intero condominio.

Il ricorso al Tar

La società aveva presentato ricorso al Tar per far annullare l’ordinanza, ma i giudici amministrativi hanno respinto il ricorso basandosi sul parere dell'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (Arpac), che aveva ritenuto "inadeguato" il sistema di abbattimento dei fumi "a carboni attivi" in uso alla pizzeria. Di conseguenza, la sentenza del Tar Campania stabilisce che la pizzeria dovrà realizzare canne fumarie indipendenti per continuare la propria attività.

La sentenza del Consiglio di Stato

I legali del ristorante sostengono che sia erroneamente applicato il regolamento comunale in quanto non tiene conto dei progressi tecnologici che hanno consentito la realizzazione di impianti più efficienti per l'evacuazione dei fumi. Da qui è scaturito il ricorso al Consiglio di Stato, ma anche da Palazzo Spada è arrivata una bocciatura.

"All’esame proprio della presente fase, non vi sono i presupposti per l’accoglimento della domanda cautelare dovendo comunque essere esaminati nel merito i complessi profili – oggetto di apposita verificazione in primo grado - del contenzioso in esame", riporta la sentenza.

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