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Giovedì, 13 Giugno 2024
Attualità Mondragone

"Piano contro barriere architettoniche entro sei mesi o passeremo alle denunce"

L'ultimatum lanciato dall'Ambc al sindaco Lavanga

Sei mesi per approvare il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (Peba). E’ questo l’ultimatum che l’associazione ‘Mondragone bene comune’ ha lanciato al sindaco Lavanga prima di presentare formale denuncia alle autorità. Dal 1986 la legislazione italiana ha previsto (e agevolato) l’abbattimento delle barriere architettoniche per corrispondere al fondamentale diritto delle persone con disabilità di fruire in sicurezza degli spazi pubblici, come ci tengono a sottolineare dal collettivo.

“Eppure, nonostante obblighi ben precisi, richiami e contestazioni, strutture, infrastrutture ed edifici comunali continuano ad essere privi degli accorgimenti tecnici necessari a garantire il loro comodo uso anche da parte delle persone diversamente abili. Il Comune di Mondragone per legge è tenuto ad adottare il Peba, contenente l’indicazione di tutte le barriere architettoniche presenti negli spazi di proprietà comunale e le proposte per la loro eliminazione, pena la nomina, da parte della Regione, di un commissario ad acta. Oggi, a distanza di oltre 30 anni, il comune di Mondragone (al pari, purtroppo, di tanti altri comuni) non si è ancora adeguato alla normativa”, dicono da Ambc.

L’associazione, nel programma scritto nel 2017 per l'allora candidato sindaco Pacifico inserì, su proposta di Paolo Palmieri (che negli anni ha denunciato a più riprese l'inerzia comunale, arrivando anche a coinvolgere il difensore civico regionale), l'adozione del Peba come uno dei primi interventi da attuare. “Purtroppo anche questo punto programmatico è stato miseramente disatteso (al pari di tutti gli altri) da quella fallimentare esperienza amministrativa, che ci espulse proprio per non considerare le nostre proposte, per non avere a che fare con noi. E il sindaco Lavanga che di Pacifico è stato per 5 anni vicesindaco, è responsabile di gravi e perduranti inadempienze che, oltre a mettere fuori legge il Comune che amministra, privano tante cittadine e cittadini di diritti fondamentali. Lavanga dovrebbe finalmente prendere coscienza che è il Sindaco di tutti e che le persone con disabilità hanno il sacrosanto diritto di usufruire di spazi, strutture, infrastrutture e servizi di cui godono tutti gli altri cittadini”.

“Secondo l'ordinanza dello scorso 5 gennaio del Tribunale di Roma – aggiungono - se un comune non si dota del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (previsto per legge) mette in atto una condotta discriminatoria. L'Ambc diffida il comune di Mondragone e il sindaco Francesco Lavanga a procedere con l'adozione del Peba, rappresentando che ad aprile 2024, perdurando l'inadempienza e l'assenza del Peba, procederà a inoltrare formale denuncia per mancata adozione del Piano. L'Ambc valuterà, inoltre, anche la possibilità che, appellandosi alla legge 67 del 2006 (“Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni”) e avvalendosi del supporto dell'Associazione Luca Coscioni, si possa proceda da parte di alcuni cittadini con la richiesta di risarcimento danni per aver discriminato cittadini con disabilità. In ciò ci è di conforto un interessante precedente, la sentenza della Corte di Appello di Ancona (sentenza n.1710 del 14 novembre 2017) che ha condannato il comune di San Paolo di Jesi al pagamento di 15.000,00 euro a titolo di risarcimento danni per aver discriminato una cittadina con disabilità”.

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