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Regione dice no al nucleare, il plauso di Legambiente

Sessa Aurunca - Una norma approvata dal Consiglio regionale della Campania preclude la possibilita' di costruire impianti di produzione di energia nucleare. La norma si pone in contrasto con il piano del governo che vede nel nucleare la soluzione...

Una norma approvata dal Consiglio regionale della Campania preclude la possibilita' di costruire impianti di produzione di energia nucleare. La norma si pone in contrasto con il piano del governo che vede nel nucleare la soluzione per risolvere il deficit energetico. Ed e' polemica nella regione tra maggioranza e opposizione. "Abbiamo salvato la Campania da un piano scellerato del governo" sostiene l'Idv mentre il Pdl annuncia un possibile ricorso del governo alla Consulta contro le legge.

"Un buon inizio di anno, la scelta della Regione è un atto importante, un vero investimento per il futuro sostenibile del territorio e dei cittadini. Ora il Governo abbandoni qualsiasi ipotesi sull'ex centrale nucleare del Garigliano, in provincia di Caserta. Il nucleare non solo pone ancora gravissimi problemi di sicurezza, ma è anche una fonte energetica costosa che non abbasserà affatto la bolletta energetica nazionale, non ridurrà la nostra dipendenza dall'estero e non ci permetterà di rispettare gli impegni europei e internazionali. Riaprire al nucleare vuole anche dire abbandonare qualsiasi investimento alternativo sullo sviluppo delle tecnologie pulite e dell'efficienza energetica, e rinunciare alla costruzione di un sistema imprenditoriale innovativo e diffuso in grado di competere sul mercato globale." In una nota Michele Buonomo,presidente regionale Legambiente plaude alla scelta della Regione Campania di dire No al nucleare con un provvedimento inserito nella manovra finanziaria approvato l'ultimo dell'anno.
"Insistere sul nucleare è una miopia politica- ha proseguito Michele Buonomo, Presidente Legambiente Campania- politici campani che continuano a chiedere il nucleare ricordiamo che il nostro territorio ancora oggi continua a pagare la scelta sbagliata di oltre quarant'anni fa. Basti pensare agli incidenti avvenuti presso la centrale del Garigliano del dicembre 1976, o quelli del 1979 e 1980 i cui effetti sono visibili ancora oggi, dove sono comprovati sversamenti in mare di Cesio-137 e Cobalto-60. Vale la pena ricordare, poi, che secondo l'Istat nella piana di Garigliano il tasso di mortalità per leucemia e cancro è sei volte più alto rispetto a quello del Lazio. Quindi- conclude Buonomo- è Impensabile davvero, che anziché garantire a cittadini e territorio uno smantellamento sicuro e rapido del sito di Garigliano, si possa anche lontanamente pensare all'eventualità di a una nuova centrale nucleare per questo territorio, già offeso da decenni di servitù nucleare".

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