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Costo latte scende, Confagricoltura: 'Pagano sempre allevatori e consumatori'

Piana di Monte Verna - Dal 1° gennaio scorso, per decisione unilaterale dei trasformatori, gli allevatori produttori di latte bovino per uso alimentare, della Campania, vendono il loro prodotto all'industria al prezzo di circa 0,45 € IVA inclusa...

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Dal 1° gennaio scorso, per decisione unilaterale dei trasformatori, gli allevatori produttori di latte bovino per uso alimentare, della Campania, vendono il loro prodotto all'industria al prezzo di circa 0,45 ? IVA inclusa, pari ad una riduzione di oltre il 10% rispetto all'anno scorso. Questo prezzo non riusciva prima e non riesce ora a coprire il costo di produzione e molte aziende del territorio sono esposte a forte rischio di chiusura, comunica Confagricoltura Caserta.Questo si verifica perché la contrattazione del latte bovino alla stalla è sbilanciata a favore dell'acquirente e il risultato è sostanzialmente un'imposizione.

Nello specifico della Campania l'industria principale acquirente è la Parmalat (la multinazionale con sede a Collecchio controllata dalla francese Lactalis) che a Piana di Monte Verna produce il noto latte Berna. Questa ha addotto a motivazione del taglio del prezzo l'abbondanza di latte sul mercato europeo, data anche dall'imminente fine del regime delle Quote Latte. Lo scenario per il comparto presenta gravi problemi, però il dubbio che si stia praticando una mera speculazione in danno agli allevatori e ai consumatori trova conferma dal fatto che non si sono viste riduzioni del prezzo al consumo: l'industria e la distribuzione hanno così solamente aumentato il loro margine di guadagno.
Lo scenario non è nuovo e capita anche per altre prodotti ben diversi come la benzina il cui prezzo non cala, benché il prezzo del petrolio è dimezzato dal luglio 2014 ad oggi.Dalla stalla al banco il latte bovino, spiega Confagricoltura Caserta, quadruplica il prezzo, ma i requisiti di prossimità delle stalle all'industria di trasformazione e dei controlli severi cui sono sottoposte che ne garantiscono la qualità alla fonte, stanno alla base della dell'eccellenza della materia prima offerta alle industrie confezionatrici e alla Parmalat, in particolare per produrre l'apprezzato latte Berna, marchio storico campano.E' necessaria una attenzione alla problematica sia da parte di tutti gli operatori, conclude Confagricoltura Caserta, ma anche da parte delle Istituzioni in quanto l'agguerrita concorrenza degli allevatori nordeuropei e la speculazione di una filiera industriale a controllo in gran parte estero, finiranno per mettere fuori mercato la produzione locale di latte fresco, col rischio per il consumatore di avere a disposizione solo prodotti con materia prima proveniente da molto lontano, certamente non fresca e non di qualità.

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