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Don Michele, spunta una seconda indagine. Il vescovo a Casertanews: "Perdono arriva solo dopo un pentimento maturo e vero"

 

C'è stata un'altra indagine su don Michele Mottola prima dell'arresto di dieci giorni fa. Lo ha confermato a Casertanews il vescovo di Aversa Angelo Spinillo che ha deciso così di affrontare il tema scottante dell'arresto del sacerdote della parrocchia di Trentola Ducenta, finito in carcere per abusi sessuali ai danni di una bambina di 10 anni.

"C'era stata un'inchiesta aperta su una lettera anonima. Solitamente non le diamo molto attendibilità, ma abbiamo deciso comunque di verificare. L'indagine, in quel caso, non aveva portato a nulla. Non basta una lettera anonima per allontanare un sacerdote dalla sua parrocchia".

Monsignor Spinillo ha poi affrontato le difficoltà create alla Diocesi di Aversa i due casi scottanti di don Michele Mottola (che ha ammesso i suoi errori) e don Michele Barone, l'altro parroco, di Casapesenna, arrestato per altri abusi ai danni di una bambina. Il vescovo ha annunciato che appena possibile si recherà "in carcere a trovare don Michele Mottola".

E sull'assoluzione per il sacerdote ha chiarito: "Ci vuole il pentimento che sa accettare anche la penitenza, anche quelle che vengono date dall'ordinamento civile. Chi si pente sa di dover affrontare una pena. Se l'accetta e la vive con serenità ed umiltà, allora è veramente pentito. Per il perdono ci vuole un pentimento maturo e vero".

Don Michele Mottola dovrà affrontare anche un processo canonico: "Il suo futuro nella chiesa sarà deciso dalla Congregazione per il clero di Roma" chiosa monsignor Spinillo.

(si ringrazia per la collaborazione Francesca Pagano)

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