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L'Astraday tra notte insonne e paura. Il vaccino come liberazione: "La normalità è più vicina"

"Vaxzevria-stock". Così dovrebbe chiamarsi l'AstraDay in corso alla Brigata Garibaldi di Caserta con oltre 7mila prenotati quasi tutti giovani, con il 60% di under 30 ed una media età di appena 29 anni. E tanti ne sono rimasti fuori: "La piattaforma per le prenotazioni ha conteggiato 12mila accessi", rivela il responsabile dell'hub vaccinale Michele Tari che assicura che si farà qualcosa anche per chi non è riuscito ad iscriversi. 

Folla all'alba: "Stanotte non ho dormito"

Comunque sia, già dalle prime ore del mattino, anche prima dell'apertura degli accessi ai vaccinandi, in via Laviano c'è una gran folla, con tanti ragazzi che da soli, in coppia o in comitiva vanno a vaccinarsi con il siero della multinazionale anglo-svedese. Passeggiano a piedi. Sono sorridenti, felici per aver fatto un passo in avanti verso il superamento di quello che è stato (ed è) un incubo che in oltre un anno ci ha tolto tanto, dagli affetti alle opportunutà. La sensazione è quella di un concerto. L'emozione, pure. C'è anche chi, nel timore di non riuscire a svegliarsi, ha fatto la nottata come Luigi, un 25enne di Aversa. "Ero in pensiero di non riuscirmi a svegliare e di perdere questa grande occasione. E' stata una notte vissuta nell'attesa di qualcosa di importante". 

Il grande sforzo di Esercito ed Asl

Ad attendere le migliaia di ragazzi che si vaccineranno ci sono uomini e donne in divisa, che sia mimetica o da infermiere poco cambia. Giunti davanti all'ingresso si controlla la validità della prenotazione e poi via, dentro verso il grande tendone che ospita l'hub vaccinale. Qui ci sono i medici dell'accettazione e ancora gli infermieri e le infermiere, davvero instancabili. "Ci sono in servizio, spalmati su 3 turni da 8 ore, oltre 70 infermieri, 4 oss e 30 amministrativisti oltre ai medici - fanno sapere - Tutti per garantire la continuità del servizio per quasi 48 ore hanno rinunciato al turno di riposo". Uno sforzo massimo che non ha risparmiato l'Esercito, che già dalla notte ha preparato l'accoglienza. Un AstraDay che si è trasformato quasi in una due giorni continuata. Le 7mila prenotazioni sono state spalmate fino alle 16,30 di mercoledì, poi si proseguirà con le somministrazioni già programmate dall'Asl. 

Le reazioni: "Adesso la normalità è più vicina"

Se non manca qualche ansia all'ingresso (c'è stato anche chi è svenuto dopo aver scaricato la tensione) all'uscita i volti sono distesi ma anche consapevoli. "Siamo felici di essere stati qui - dice Luca, 21enne di Sant'Arpino - Siamo tra i primi 500 che siamo stati vaccinati. Questa opportunità era da cogliere e ci siamo ritrovati con una campagna che, nonostante i pregiudizi su AstraZeneca, ha superato ampiamente le aspettative. Io stesso sono stato fino alle 3 di notte per riuscire a prenotarmi". Vincenzo, 25enne di Capua, invece, ha scelto di vaccinarsi "per essere liberi da quest'incubo che ci ha tenuto chiusi per un anno. Ci è mancata la libertà di poter scegliere in tranquillità come vivere la nostra vita". E ancora. Irene, Alessia, Erica e Gaetano, tutti di Santa Maria Capua Vetere raccontano la loro voglia di "superare questo periodo in cui ci è mancato il contatto e ci ha fatto comprendere l'importanza di un abbraccio o di stare con gli altri. Ora vediamo la normalità sempre pià vicino". 

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