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Dalle rapine ai portavalori agli accordi con la camorra per la vendita di armi da guerra | VIDEO

 

Indagano su una rapina ad un portavalori e scoprono un giro di droga, armi e soldi falsi. L’inchiesta dei carabinieri di Cagliari, che è arrivata fino alle province di Caserta e Napoli, ha preso piede nel settembre 2018 quando, a seguito di una una serie di controlli mirati su alcuni ovili della giurisdizione della Compagnia di Carbonia in Sardegna, furono scoperti, all'interno di un ovile di un allevatore di Santadi, un furgone Iveco Daily rubato a Nuoro il 12 ottobre 2017, insieme ad altri due mezzi, uno dei quali risultava essere stato utilizzato per un tentativo di rapina ad un portavalori a Castiadas, nel gennaio 2018.

Ulteriori indagini hanno portato i militari ad una rete criminale dedita al traffico internazionale di stupefacenti, soprattutto cocaina e marijuana, al traffico di armi ed esplosivi, alle rapine e al riciclaggio di capitali illeciti. Secondo gli inquirenti, a capo dell'organizzazione c'era un 56enne di Loculi (in provincia di Nuoro) che gestiva un traffico internazionale di armi e di stupefacenti con la Corsica e rapine a sedi della Mondialpol, assalti a furgoni portavalori in Italia e all'estero. La rete di collaboratori del 56enne si estendeva in tutta l'Isola e in Corsica, tramite cittadini sardi residenti in Francia, che tagliavano e spacciavano la droga. Dalla Corsica arrivavano anche le armi che venivano utilizzate per gli assalti ai portavalori. Secondo quanto accertato dalla DDA, il clan sardo era in trattativa con esponenti della criminalità organizzata campana. Tra le accuse mosse agli arrestati c'è anche quella di aver introdotto nel territorio dello Stato banconote contraffatte, 50.000 euro di banconote da 20 e 50 euro.

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