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La droga gestita dai nemici dei Ligato. "Qui è la base di Batman" | VIDEO

Capua, Rione Santagata - complesso Primavera. Era questo il luogo della "base di Batman" - così la chiamavano gli indagati - dove Claudio Monaco ed i suoi sodali, tra cui i figli dell'ex compagna Davide e Fabio Mandesi, gestivano il monopolio dello spaccio di droga nella città di Ettore Fieramosca per il quale all'alba oggi sono scattate 11 misure cautelari (8 in carcere e 3 ai domiciliari) nell'ambito di un'inchiesta dei carabinieri della compagnia di Capua, guidata dal colonnello Paolo Minutoli, coordinati dalla Dda di Napoli. 

Quello di Monaco e dei due Mandesi non sono nomi nuovi al panorama della droga. Compaiono in un altro provvedimento cautelare ma in qualità di vittime. La loro attività di spaccio era entrata in rotta di collisione con quella del clan Ligato - gestita dai figli del capoclan - che ne avevano fatto bersaglio di attentati e pestaggi. Contro la casa di Monaco, infatti, nel dicembre 2017 vennero esplosi anche colpi d'arma da fuoco mentre Fabio Mandesi venne pestato in una pizzeria con le mazze da baseball. Un aggressione che "fu causata sempre da ragioni connesse allo spaccio di sostanze stupefacenti - riferì nel 2019 il collaboratore di giustizia Davide Ianuario - in quanto Fabio Mandesi che è figlio della compagna di Monaco collaborava con con lo stesso Monaco nella vendita di droga". 

Con il gruppo Ligato fuori dai giochi, in seguito agli arresti avvenuti nel marzo 2019, la banda guidata da Claudio Monaco, 51 anni, aveva assunto la gestione della droga in regime di monopolio. La piazza di spaccio di droga era in uno stabile del complesso Primavera del rione Sant'Agata. Qui Monaco ed i suoi sodali custodivano la droga che poi veniva venduta sia al dettaglio sia all'ingrosso, rifornendo pusher anche di territori vicini, da Aversa a Santa Maria Capua Vetere. 

Una base gestita sul modello di quelle napoletane, con telecamere e vedette per monitorare chi entrava e chi usciva. La rete di spacciatori, però, preferiva non vendere la droga in loco, meglio portarla fuori e consegnare gli 'ordini' fatti attraverso whatsapp. Poi si rientrava alla base, la "base di Batman", captano gli inquirenti nel corso delle intercettazioni effettuate a cavallo tra il 2020 ed il 2021. Anche la droga - prevalentemente hashish, crack e cocaina - veniva indicata con nomi criptici. Il gruppo aveva assunto tutte le precauzioni per eludere il lavoro degli investigatori dell'arma capuana al punto da cambiare frequentemente schede e telefoni per rendere più complicato il lavoro dei carabinieri che erano sulle loro tracce.

Durante gli appostamenti i militari hanno verificato 233 episodi di spaccio, a riscontro dell'attività di intercettazione avviata. Nelle fasi di esecuzione della misura, dalle perquisizioni domiciliari effettuate presso le abitazioni degli arrestati, all’interno dell’intercapedine ricavata in un muro delle cantine di uno dei palazzi, sono stati rinvenuti 17 panetti di hashish del peso complessivo di circa 1800 grammi, per un valore di mercato di 13.000 euro e un bilancino di precisione.

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