La rivoluzione delle scuole: cambia (quasi) tutta la geografia delle classi. Sindacati contrari

Ecco il piano completo approvato dalla giunta Marino. Ed i genitori sono già in rivolta

L'assessore Mirella Corvino ed il sindaco Carlo Marino

Se non è una rivoluzione, poco ci manca. Il nuovo piano di dimensionamento scolastico, approvato dalla giunta presieduta dal sindaco di Caserta Carlo Marino su proposta dell'assessore delegata alla Pubblica Istruzione Mirella Corvino, rischia però di creare un vero e proprio caos tra dirigenti scolastici, docenti e genitori.

Il nuovo prospetto, approvato martedì sera, prevede, tra l'altro, il trasferimento delle classi dell'Infanzia e della Primaria della scuola De Amicis all'Istituto Comprensivo Giannone; solo la Primaria a tempo pieno resta sotto l'egida della Leonardo da Vinci che acquisisce anche le classi dell'infanzia e della Primaria della Lorenzini. La rivoluzione più eclatante, che spiega anche la dura presa di posizione già arrivata di docenti e genitori, è quella relativa al Quinto circolo don Milani, che perde i plessi dell'Infanzia e della Primaria di viale delle Querce, che passano all'Istituto Comprensivo Vanvitelli, e si ritrovano con tutti i plessi delle frazioni (da San Clemente a Tuoro, passando per Centurano, Santa Barbara, Casolla e Casola) oltre ai plessi di via Cilea. Le classi dell'Infanzia e della Primaria della Lombardo Radice di via Roma, per le quali è stato da tempo annunciato un trasferimento nella ex Saint Gobain, passano dalla dirigenza scolastica della Giannone all'Istituto Comprensivo Dante Alighieri, che che avrà anche la gestione delle classe della Primaria e dell'Infanzia di San Benedetto.

Un prospetto che è stato completamente bocciato dai sei rappresentanti sindacali che nei giorni scorsi hanno incontrato l'assessore Mirella Corvino, alla quale avevano proposto la conferma di quasi tutte le scuole rispetto allo scorso anno, con la modifica di alcuni plessi per la Giannone, la Dante Alighieri e la Vanvitelli, su base territoriale. Ed è stato proprio questo che ha creato tensioni e caos tra sindacati ed amministrazione, a cui va aggiunto anche il malumore di qualche dirigente scolastico: il non essere stati presi in alcun modo in considerazione dai governanti, che hanno approvato il piano di dimensionamento scolastico così come era stato partorito. Ma vi è di più. Perché pare che ci sia una discrasia anche tra i numeri degli alunni individuati nei vari plessi: i dati, infatti, non collimerebbero con quelli risultanti dal sistema informativo del Ministero della Pubblica Istruzione. E stando agli umori che abbiamo potuto tastare con mano in queste ore, la partita potrebbe non essere ancora chiusa.

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