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Rosaria Troisi, sorella di Massimo, all'Isiss Novelli

Marcianise - Una mattinata all'insegna delle forti emozioni, del ricordo e del buon cinema ha allietato ieri mattina studenti e docenti dell'ISISS "Novelli" di Marcianise. Infatti, presso il Cinema Teatro Ariston, dopo aver visionato il film...

Una mattinata all'insegna delle forti emozioni, del ricordo e del buon cinema ha allietato ieri mattina studenti e docenti dell'ISISS "Novelli" di Marcianise. Infatti, presso il Cinema Teatro Ariston, dopo aver visionato il film "Ricomincio da tre", con Massimo Troisi, essi hanno colloquiato con la dolcissima Rosaria Troisi, sorella dell'attore e autrice del libro "Oltre il respiro. Massimo Troisi, mio fratello". Con grande disciplina, fortemente motivati e interessati alle parole rivolte da Rosaria al ricordo dell'uomo Massimo, più che dell'attore, i giovani studenti hanno manifestato tutto il loro gradimento per l'evento, attraverso ripetuti e scroscianti applausi, a dimostrazione che certe persone sopravvivono "Oltre il respiro", poiché continuano a rimanere presenti nel cuore di tutti. Ed è proprio grazie al racconto di "chi c'era e ne ha serbato il ricordo" che, sebbene a venti anni dalla morte, anche le nuovissime generazioni - rappresentate oggi all'Ariston dagli allievi del "Novelli" - si sentono in sintonia con la comicità ingegnosa e mai volgare di Massimo Troisi, talento naturale tanto vicino allo status di ognuno e considerato da più parti legittimo erede di Eduardo De Filippo.
Non è dunque un caso se, dalle pagine del libro di Rosaria Troisi, a distanza di venti anni dalla morte di Massimo, avvenuta a Roma il 4 giugno 1994, viene fuori un ritratto inedito del Massimo uomo, ricomponibile attraverso frammenti di memoria, ma che infine, proprio grazie alla sua trasparenza e alla sua onestà, poco si discosta dall'immagine, nota a tutti, di quel ragazzo timido, che arrivava da una casa umile ma onesta di San Giorgio a Cremano .Rosaria Troisi con la sua semplicità e umiltà che sono palesemente doti di famiglia, ha dunque messo da parte il percorso artistico del fratello per raccontare episodi di vita familiare diventati ispirazione per le sue battute e per rivelare alcuni aspetti più intimi e personali dell'attore e regista di veri capolavori. Ella, quindi, durante l'incontro, si è soffermata anche sulla triste realtà vissuta da Massimo, che, a causa dei suoi problemi di salute, smise anche di giocare a pallone, nonostante quella del calcio fosse una grande passione. Molto interessanti e apprezzate sono state le parole espresse dalla Dirigente Scolastica del Novelli, la Professoressa Emma Marchitto, la quale ha osservato che la voce di Rosaria, intercalata da espressioni in napoletano, induce a ricordare come anche il fratello Massimo ha saputo far apprezzare la napoletanità oltre il Vesuvio, senza mai cadere nello stereotipo del napoletano guappo, camorrista e suonatore di mandolino. Massimo Troisi, infatti, era riuscito a parlare dei problemi di Napoli, in maniera diversa partendo proprio da quel modo di esprimersi a volte impacciato, aiutandosi con la sua gestualità e con la mimica facciale.

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