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Diventare nazione, Storia e controstoria del Risorgimento italiano

Sorrento - "Diventare nazione. Storia e controstoria del Risorgimento" intende ripercorrere i 150 anni che hanno portato all'Unità d'Italia attraverso il cinema,il teatro, la musica, l'arte, l'approfondimento multidisciplinare di storici...

"Diventare nazione. Storia e controstoria del Risorgimento" intende ripercorrere i 150 anni che hanno portato all'Unità d'Italia attraverso il cinema,il teatro, la musica, l'arte, l'approfondimento multidisciplinare di storici,economisti e ricercatori.Il comitato scientifico ha approntato un ricco programma articolato in varie sezioni.La Sezione Cinema prevede la proiezione di una decina di pellicole che saranno presentate ed analizzate da critici cinematografici con la partecipazione dei registi,degli sceneggiatori e dei consulenti storici che hanno collaborato alla loro produzione. I maestri del nostro cinema Carlo Lizzani, Luigi Magni, Paolo e Vittorio Taviani, Pasquale Squitieri e Mario Martone (reduce da Venezia col suo "Noi credevamo")ed i documentaristi Lunardelli ed Esposto incontreranno il pubblico, ed in particolare gli studenti, per raccontare i loro film.Sarà presente anche l'attrice Claudia Cardinale, interprete del film "Li chiamarono briganti".La sezione Teatro presenterà lo spettacolo "Francesca e l'Eroe. La terza moglie di Garibaldi racconta e si racconta" prodotto dalla Compagnia casa degli Alfieri con Testo e Regia di Luciano Nattino e la vibrante interpretazione di Patrizia Camatel.La sezione Musica prevede il Concerto del Complesso Napolincanto con Gianni Aversano, Domenico de Luca e Nando Piscopo dal titolo emblematico "Canti d'insorgenza e canzoni appassionate: una grande tradizione che ama, fa festa e resiste".La sezione Seminari vedrà la partecipazione di numerosi studiosi italiani e stranieri di vario orientamento storiografico, scrittori, giornalisti(Edoardo Bressan,Christopher Duggan, Roberto Martucci,Aldo Alessandro Mola,Angela Pellicciari,Renata De Lorenzo,Marcella Marmo, Carmela Maria Spadaro, Antonella Grippo,Gennaro De Crescenzo,Gigi Di Fiore,Lea Durante,Nanni Balestrini, Massimo Nava, Annita Garibaldi Jallet, Mario Giannattasio,Donato Sarno,Pasquale Iaccio, Mario Franco,Vincenzo Gulì, Pino Aprile, Lorenzo Del Boca, Nino Cuomo,Gennaro Zannelli).Completano il programma una Mostra di cimeli risorgimentali e garibaldini provenienti dalla Biblioteca "Fondazione Spadolini Nuova Antologia" con l'interevento dell'attuale curatore dott. Cosimo Ceccuti ed una lezione multimediale di storia dell'arte dell'esperto prof. Maurizio BertolottI che illustrerà il Risorgimento attraverso le opere dei più grandi pittori dell'800("La nazione dipinta.L'arte e il Risorgimento").Gli studenti saranno protagonisti partecipando a due concorsi: uno sulla figura dell'ex garibaldino Francesco Grandi che fondò proprio a Sorrento una Scuola d'arte per dare una più completa formazione culturale ai giovani artigiani dell'intarsio e l'altro sul tema: "Essere italiani oggi. Chi sono gli italiani oggi? In quale direzione guardano? Che cosa li rende uniti?". Disegni, ricerche storiche, saggi brevi ed articoli, poesie,fotografie,video e prodotti multimediali saranno premiati con numerose borse di studio.Ma la parte più originale è certamente il cineforum "Sguardi in 35 mm sulla storia dell'Italia contemporanea" che ha selezionato solo una piccola parte di quasi un centinaio di pellicole che, dall'inizio del secolo scorso con "La presa di Roma"(1905)di Filoteo Alberini ad oggi, sono state girate per ricordare figure ed episodi del nostro Risorgimento."Come gli Stati Uniti hanno creato il genere western per raccontare la conquista delle terre dell'Ovest o la guerra di Secessione tra Nordisti e Sudisti- ha dichiarato il prof. Antonio Volpe direttore artistico della manifestazione- noi abbiamo questo sottogenere del film storico ottocentesco. Interessante sarà comprendere come queste opere, piuttosto che raccontare e documentare i fatti, appaiano, ad una più attenta lettura , uno specchio del periodo storico in cui sono state girate".Si sa che fin dagli albori della nostra storia unitaria, durante il fascismo e durante il successivo periodo repubblicano, i vari governi che si sono succeduti hanno utilizzato le vicende risorgimentali a fini propagandistici.Pertanto non sempre c'è stato un vero approfondimento storico quanto piuttosto tentativi di interpretazioni. Il programma dunque intende aprire un dibattito ed una riflessione sulla storia ma anche sulla "controstoria" del nostro risorgimento. Per interrogarci su cosa può significare essere italiani oggi bisogna ripercorrere tutto quanto è accaduto a partire dai vari moti carbonari, attraverso le tre guerre d'Indipendenza,la spedizione dei Mille fino alla proclamazione del regno d'Italia con la "piemontesizzazione" del Sud, i vari plebisciti,il fenomeno del brigantaggio, la "questione meridionale" . E proprio il concorso riservato a tutti gli studenti italiani di ogni ordine e grado rappresenterà una cartina di tornasole per comprendere come le giovani generazioni, dopo 150 anni di storia ufficiale insegnata nelle scuole, leggano il passato e guardino al presente ed al loro futuro."E' il presente che mi ha spinto a fare questo film -ha dichiarato Martone presentando il suo "Noi credevamo" liberamente ispirato al romanzo di Anna Banti- film che poi è stato condotto rigorosamente sul profilo storico, nel senso che non ho voluto strizzare l'occhio all'attualità o cercare delle forzature. Tutte le parole che vengono pronunciate dai personaggi storici sono parole che derivano dai loro scritti e lettere, quindi è un'opera rigorosamente documentata. Al tempo stesso il rapporto con l'oggi è molto forte, quello che per me conta è che sia lo spettatore a compiere questo lavoro".Rileggere i 150 anni dell'Unità d'Italia potrebbe rappresentare per la scuola italiana una ghiotta(e credo irripetibile) occasione per far sentire la sua (autorevole)voce.Potrebbe avvenire quella rappacificazione fra studenti e storia, fra presente e passato. Nelle nuove indicazioni nazionali del Ministero Gelmini leggiamo a proposito della storia nei licei classici:" Uno spazio adeguato potrà essere riservato ad attività che portino a valutare diversi tipi di fonti, a leggere documenti storici o confrontare diverse tesi interpretative: ciò al fine di comprendere i modi attraverso cui gli studiosi costruiscono il racconto della storia, la varietà delle fonti adoperate, il succedersi e il contrapporsi di interpretazioni diverse".Una lungimirante opera di aggiornamento della didattica della storia potrebbe dunque restituire lustro ad una disciplina veramente formativa per i futuri cittadini. A patto che non si risolva in un revisionismo, cioè in una lettura "politicizzata" a vantaggio del governo di turno. Ci hanno sempre provato , sia all'indomani dell'Unità d'Italia sia durante il fascismo, che subito dopo a riscrivere i libri di storia e a proporre agli studenti testi e sussidiari addomesticati per insegnare le virtù civiche ad un popolo che andava rieducato secondo i valori ed i principi dei governanti al potere.Benedetto Croce, in Teoria e storia della storiografia (1917) ritiene che la contemporaneità di cui tratta la storia non è quella impossibile degli eventi che si svolgono nel tempo ma quella che riguarda quegli avvenimenti che il pensiero dello storico sta pensando alla luce dei documenti che sta analizzando.Chiarirà ulteriormente in un'opera successiva che «Il bisogno pratico, che è nel fondo di ogni giudizio storico, conferisce a ogni storia il carattere di "storia contemporanea", perché, per remoti e remotissimi che sembrino cronologicamente i fatti che vi entrano, essa è, in realtà, storia sempre riferita al bisogno e alla situazione presente, nella quale quei fatti propagano le loro vibrazioni.» (La storia come pensiero e come azione, Laterza, Bari 1938, p.5).Inoltre teniamo presente anche la lezione di Nietzsche che nei "Frammenti postumi"(1885-87) riferendosi a Comte e al positivismo scrive il celebre aforisma : "Contro il positivismo, che si ferma ai fenomeni: "ci sono soltanto i fatti", direi: no, proprio i fatti non ci sono, bensì solo interpretazioni. Noi non possiamo constatare nessun fatto "in sé".L'approccio ermeneutico potrebbe dunque aiutare gli studenti ad affrontare la più generale questione circa la possibilità di fondare una comprensione critica degli eventi del passato, anziché una mera giustificazione del loro essere accaduti . Depurare questi 150 anni dalla retorica risorgimentale, fascista e antifascista, potrebbe riavvicinare gli adolescenti al nostro passato più o meno recente con spirito critico e partecipe allo stesso tempo, facendo cogliere loro quelle "vibrazioni" di cui scriveva Croce. Calarsi negli avvenimenti che portarono all'Unità d'Italia significa fare un viaggio a ritroso nel tempo , tenendo però il cuore e la mente ?ed i piedi ben piantati nella nostra contemporaneità, per cogliere affinità e diversità di non poco conto e divenire davvero protagonisti ed artefici del proprio futuro. "Diventare nazione. Storia e controstoria del Risorgimento" è una iniziativa promossa dall'Associazione "Torquato Tasso" Turismo,Arte,Cultura e Spettacolo in collaborazione con il Circolo Endas "penisola sorrentina"onlus e il Teatro "Tasso" con il contributo della Città di Sorrento(NA) ed il patrocinio del MIUR Ufficio scolastico regionale per la Campania e del Comitato nazionale "150". Partners l'ente di formazione "Impresa sociale Esperimento20", il quindicinale "L'informatore scolastico" e l'Associazione "Prometeo".Per info e prenotazioni proiezioni,spettacoli,mostre e seminari prof. Antonio Volpe 339 16 43 625 e-mail: antfreelance@hotmail.it

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