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Radiossina all'Atellana Festival 2010

Caserta - "Equo compenso: Il decreto Bondi estende a tutti gli apparecchi dotati dimemoria la cosiddetta "tassa dell'equo compenso", ovvero un surplus percompensare i mancati guadagni della Siae a causa della pirateria. L'equocompenso agisce a...

"Equo compenso: Il decreto Bondi estende a tutti gli apparecchi dotati dimemoria la cosiddetta "tassa dell'equo compenso", ovvero un surplus percompensare i mancati guadagni della Siae a causa della pirateria. L'equocompenso agisce a priori: al momento dell'acquisto del supporto digitale (oanalogico nel caso delle cassette audio) si paga una sovrattassa che coprel'ipotetico uso illegale.
Per il secondo anno consecutivo Radiossina, la web radio della città disotto, si appresta a seguire con attenzione e rigorosamente in direttal'Atellana Festival 2010.Interviste, dibattiti, musica e curiosità; questi gli ingredientitrasmessi per tutti e tre i giorni della manifestazione a cominciare dalle21 dal 3 al 5 settembre.In particolar modo quest'anno Radiossina si approccia al mondo deifestival e degli eventi culturali cercando di far proliferare un sensocritico e di far crescere una consapevolezza attiva, riguardo ai meccanismiintorno ai quali si sviluppano crescono e muoiono eventi come l'AtellanaFestival e in generale, alla macchina di produzione del sapere nellaRegione Campania a 360°.
Pensiamo che sia obbligatorio porsi la domanda su come trovare un argineall'evidente diminuzione di attenzione da parte degli apparati decisionali,riguardo le tematiche della diffusione e della libera fruizione dellacultura e dell'accesso ai saperi; il numero di festival gratuiti inCampania ha subito una drastica diminuzione, di contro sono aumentati ilprezzo di ingresso ed il costo di quelli rimasti, così come sono statilasciati totalmente invariati il prezzo dei biglietti di cinema e teatro,il tutto condito da una carenza strutturale di spazi di socialità e diaggregazione, che aumentano il disagio giovanile e la desertificazioneculturale di un territorio che per anni è stata la culla del sapere.
Caserta, in primis è l'esempio lampante di come un nuovo modello disocietà basata sul profitto e sull'atomizzazione dell'individuo stiaprendendo corpo e anima nella vita cittadina; sono solo ricordi di pochi lepiazze dove si ci si incontrava o le decine di eventi musicali gratuitidove era possibile suonare ed ascoltare della buona musica e soprattuttosviluppare aggregazione.La risposta di chi governa molto spesso è giustificata con "la Crisi" cheil mondo sta attraversando. A dispetto di quella che è l'importanza dellasocialità e della circolazione del sapere, tale "crisi" impone sceltedrastiche, come in primis il taglio degli eventi culturali, la chiusura dipiazze per far posto a scempi edilizi e la cementificazione del poco verderimasto in città.

Ma allora sono da spiegare i soldi per le "Grandi Opere", irifinanziamenti per le spese militari, tutte le voci di spesa che fannocapo al Pacchetto Sicurezza (che non ha reso ancora nessuno sicuro) etutti quei capitali che grazie all'avallo del "Pubblico" circolanosolamente nei nostri territori ma non sedimentano nulla; è da spiegare ilperché tali voci di spesa vengono prima della cultura, della socialità edel sapere, perché si continua ad investire per il profitto di pochi invecedi rivedere Caserta, la Campania e il Sud come Laboratorio di nuovo Sapere,di nuova Multiculturalità e di nuova Socialità.
Durante la tre giorni proveremo ad interrogarci su questi temi, indagandotra alcuni dei protagonisti/vittime di tali processi, raccontando itentativi di resistenza, da parte di attivisti e non, alle moderne linee di(non)sviluppo, alla ricerca di mezzi per costruire un sapere libero edaltro".

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