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Inaugurazione mostra di Amedeo Sanzone dal titolo: 'Attimi di silenzio'

Napoli - Sarà inaugurata giovedi 21 gennaio 2010 alle ore 18,00 presso lo "Spazio Arte" in via Salvator Rosa 299/c e sarà visitabile fino al 16 febbraio la mostra di Amedeo Sanzone dal titolo: "Attimi di silenzio".La ricerca di Amedeo Sanzone...

Sarà inaugurata giovedi 21 gennaio 2010 alle ore 18,00 presso lo "Spazio Arte" in via Salvator Rosa 299/c e sarà visitabile fino al 16 febbraio la mostra di Amedeo Sanzone dal titolo: "Attimi di silenzio".
La ricerca di Amedeo Sanzone s'incentra nella realizzazione di immagini capaci di rappresentare, com'egli stesso dice, il rapporto di equilibrio tra ciò che si vede e ciò che è teso a celarsi. Ovviamente non si tratta di un mero esercizio di percezione ottica ma di una riflessione che sul registro dello spazialismo tende a trascendere la complessità del minuto quotidiano per farci approssimare alle grandezze delle sensazioni, alla potenza delle cose percepite con leggerezza, con silenzi appena scanditi. Attimi di silenzi è appunto il titolo della mostra, la prima che l'artista realizza a Napoli con un ciclo di lavori che rappresentano una sua piena e vigorosa maturità concettuale ed estetica. Le opere in mostra si presentano come un unicum percettivo, potendosi leggere come varianti di un'unica idea in cui la configurazione dell'opera si blocca intorno a pochi, essenziali ed esaurienti elementi quali l'ampia superficie (lo spazio non delimitato), il colore, saturo ed omogeneo, e l'oggetto, di piccole dimensioni, sovrapposto ed inserito in questo ambito. In buona sostanza vengono utilizzate quelle tecniche d'impostazione che favoriscono il senso della scansione minimale dell'opera richiamandosi al ritmo originario dell'esistenza. Il vuoto che viene rappresentato non è l'assenza misteriosa, né rappresenta il nulla che inquieta, ma si offre come riferimento di distensione in cui il pensiero recupera le condizioni primarie di logica e di sviluppo razionale. Infatti non si tratta di una pittura gestuale ma costruita, pensata nelle sue minute applicazioni, in quei delicati rapporti di grandezze e distanze e nei calcolati colori delle superficie che, da una parte, si pongono come diaframma tra noi e ciò a cui spingono le nostre riflessioni e, dall'altra, in un gioco a specchio, accolgono e riflettono la luce esterna, con forza, quasi ad indicarci la direzione per quelle stesse riflessioni.

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