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'Miserabili' di Marco Paolini e 'I Mercanti di Liquore'

(Casertavecchia) Alle 21.00 di stasera, al Teatro della Torre, i riflettori del festival si accenderanno su Marco Paolini che con il gruppo I Mercanti di Liquore sarà in scena col suo recente Miserabili. Io e Margaret Thatcher, racconto in forma...

(Casertavecchia) Alle 21.00 di stasera, al Teatro della Torre, i riflettori del festival si accenderanno su Marco Paolini che con il gruppo I Mercanti di Liquore sarà in scena col suo recente Miserabili. Io e Margaret Thatcher, racconto in forma di ballata che ricostruisce in quadri la metamorfosi della società italiana a partire dagli anni '80. Margaret Thatcher è la protagonista di un dialogo immaginario con Nicola - il noto personaggio degli Album di Marco Paolini - ad incarnare il simbolo vivente della metamorfosi della nostra società non più ristretta da confini nazionali. In scena con Marco Paolini il gruppo musicale I Mercanti di Liquore.

Miserabili è un racconto in forma di ballata, che ricostruisce in quadri la metamorfosi della società italiana a partire dagli anni '80, continuando idealmente l'esperienza di autobiografia collettiva degli Album. È l'economia l'argomento principale della ballata, l'intreccio di "macro" e "micro", le ricette e le delusioni di questo passato prossimo che sconfina nel presente. Margaret Thatcher è la protagonista di un dialogo immaginario con Nicola, il protagonista degli Album di Marco Paolini, è il simbolo vivente della metamorfosi della nostra società non più ristretta da confini nazionali.

La presenza della musica è molto forte, I Mercanti di Liquore hanno composto tutte le musiche e le eseguono dal vivo. Andrea Bajani, autore di libri sul mondo del lavoro come Cordiali saluti e Mi spezzo ma non m'impiego, ha collaborato alle ricerche e stesura dei testi.
"?Miserabili è anche uno spettacolo di pensiero, di faticosa ricerca di un pensiero tra frammenti di esperienza, di intuizioni ed errori di valutazione. Rispetto a tre anni fa ci sono molti più interlocutori disposti a ragionare su questo ed è stimolante pensare che il lavoro fatto finora sia punto di partenza per altro teatro. Ho deciso di mantenere lo stesso titolo perché è nella continuità del dialogo immaginario con la signora Thatcher e nel confronto con la storia che si muovono anche i nuovi dialoghi, le nuove scene, e le canzoni che (presumibilmente) sostituiranno, almeno in parte, quelle del copione originario. Con questo spettacolo questo è già successo e continuerà a succedere".

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