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Obey raddoppia: cento opere in mostra al Pan di Napoli

Napoli - Una buona notizia per gli appassionati d'arte e per gli ammiratori di Shepard Fairey, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Obey. Saranno circa cento, infatti, le opere dello street artist del South Carolina in mostra al Pan | Palazzo...

Una buona notizia per gli appassionati d'arte e per gli ammiratori di Shepard Fairey, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Obey. Saranno circa cento, infatti, le opere dello street artist del South Carolina in mostra al Pan | Palazzo delle Arti Napoli a Palazzo Roccella, in via dei Mille, dal 6 dicembre al 28 febbraio.
L'esposizione, promossa dall'associazione culturale milanese Password Onlus, con l'allestimento di Cuccaro Lab '70, del casertano Enzo Cuccaro, curata da Massimo Sgroi ed in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, porta per la prima volta in uno spazio museale italiano le opere di Obey. Tra queste "Capitol Hill", la monumentale tela finora mai esposta, più numerosi lavori provenienti da collezioni private che andranno a comporre un percorso che si propone di raccontare l'evoluzione stilistica dell'artista americano.

Figlio di un medico e di una agente immobiliare, Fairey si diploma all'Accademia d'arte ma la sua caratura artistica trova valore letteralmente "per strada" e precisamente sui muri pubblici. Già negli anni '90 la poetica di Obey si propone, attraverso l'arte, di riflettere sul valore della propaganda nel controllo sociale. Un'attenzione all'aspetto comunicativo dell'arte che Fairey metterà a frutto nella "guerrilla marketing" e, nel corso del conflitto tra gli Stati Uniti e l'Iraq, creando manifesti pacifisti. Ma l'opera che lo ha portato alla ribalta dell'arte mondiale è di certo l'immagine in quadricromia di Barack Obama con le scritte "Hope", "Change" e "Progress", divenute poi il simbolo della campagna elettorale. Nonostante il comitato elettorale di Obama non avesse mai ufficializzato tale collaborazione il presidente, appena eletto, scrisse una lettera ad Obey per ringraziarlo.
La mostra al Pan conferma, infine, il ruolo di Napoli come protagonista della cultura e della contemporaneità, dopo quella di Andy Warhol conclusasi lo scorso luglio con oltre 45mila visitatori, e consentirà al pubblico di confrontarsi su tematiche sociali sempre attuali, come la guerra, la repressione, la propaganda, il razzismo, la difesa dell'ambiente e il rapporto con la musica e le icone del nostro secolo. Un appuntamento assolutamente imperdibile.

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