Domenica, 13 Giugno 2021
Cultura

'Pulecenella Love': Riflessioni sullamore a margine di Nietzsche al Teatro Bolivar

Napoli - Dopo il successo ottenuto allo spazio Aveta di Caserta (ben 700 spettatori in una location non convenzionale) lo scorso gennaio, approda a Napoli il nuovo spettacolo di Luca Rossi, poliedrico artista di Terra di Lavoro, virtuoso dei...

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Dopo il successo ottenuto allo spazio Aveta di Caserta (ben 700 spettatori in una location non convenzionale) lo scorso gennaio, approda a Napoli il nuovo spettacolo di Luca Rossi, poliedrico artista di Terra di Lavoro, virtuoso dei tamburi dell'area del Mediterraneo, immaginifico scrittore dalla sottile vena ironica, appassionato interprete della musicalità del vernacolo napoletano.

Pulecenella Love - Riflessioni sull'amore a margine di Nietzsche è una festa di musica, versi, danza e colori che annuncia, in una lingua corposa ma non per questo meno solenne, la morte di Dio così come il grande filosofo tedesco aveva già preconizzato alla fine dell' '800 in pagine ormai universalmente note.Una festa popolare, che fonda il suo richiamo alla tradizione nelle figure di Pulcinella e del Pazzariello, nella riproposizione nei ritmi della tammorriata e nelle melodie di meravigliose ninne nanne antiche, nelle improvvise apparizioni di danzatori avvolti in fruscianti tessuti e uniti in simbolici abbracci d'amore. L'insieme degli elementi è però filtrato da una sensibilità post - moderna, che riesce a trasfigurare Pulcinella strappandolo del tutto all'iconografia classica, che esaspera nel canto tradizionale tutte le sonorità e i messaggi che possono provenire da diverse aree geografiche come da diverse epoche e stili musicali, che porta il Pazzariello ad evocare nel suo giocoso insinuarsi nel pubblico lo spettro incombente della crisi strutturale della nostra epoca.
Un'originale riscrittura in napoletano del testo di Nietzsche sulla morte di Dio è il culmine di una tensione a metà tra il riso e il pianto, e, a sorpresa, indica allo spettatore una possibile strada per la salvezza di un'anima laicamente intesa: l'amore, in tutte le sue forme, che è sola forza capace di contenere l'entropia dell'universo.Luca Rossi, che vanta collaborazioni con artisti del calibro di Teresa De Sio, Marcello Colasurdo, Eugenio Bennato, Enzo Avitabile (solo per citarne alcuni) si cimenta per la seconda volta, dopo Mamma Tamorra, con la creazione di uno spettacolo composito, fruibile a molti livelli, che può accogliere spettatori della più varia età e formazione, nel quale ciascuno può lasciarsi coinvolgere per un'ora circa di sospensione dalla realtà.In scena, insieme allo stesso Luca Rossi, un ben assortito ensemble di musicisti (Alessandro de Carolis ai fiati, Biagio Rossetti alle chitarre, Vincenzo Faraldo al contrabbasso, Pietro Cioffi al pianoforte), coadiuvati da Pasquale Terracciano, imponente Pazzariello, e dai danzatori Raffaella Vacca e Enzo Esposito.

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