Venerdì, 14 Maggio 2021
Cultura

Tutto pronto per 'Il montagnone' al teatro Don Bosco di Caserta - dichiarazioni di Rispo, Porfito, Panzera

Caserta - "È stata un'esperienza arricchente per tutti noi quella de "Il montagnone", poiché ci ha permesso di sponsorizzare dei giovani talenti, avviandoli verso presupposti di qualità e allo stesso tempo di riproporre al pubblico alcuni momenti...

"È stata un'esperienza arricchente per tutti noi quella de "Il montagnone", poiché ci ha permesso di sponsorizzare dei giovani talenti, avviandoli verso presupposti di qualità e allo stesso tempo di riproporre al pubblico alcuni momenti della storia di Napoli, in chiave critica". Si è espresso così l'attore Patrizio Rispo, alla vigilia dello spettacolo che l'11 luglio prossimo, presso il teatro "Don Bosco" di Caserta, lo vedrà protagonista, insieme con Mario Porfito, della commedia Musicale, ideata e diretta da Annamaria Panzera. Ed è perfettamente in linea con quanto dichiarato da Rispo, Mario Porfito, il quale nel condividere i fini di uno spettacolo "vero, utile, interessante e dilettevole", proietta l'attenzione verso i motivi che rendono i napoletani irrispettosi delle regole e ne attribuisce le responsabilità alle dominazioni varie e continue. La soluzione ad un atteggiamento teso all'illegalità è da ricercarsi in un comportamento consapevole e libero da parte delle nuove generazioni. "Se le dominazioni da un lato hanno contribuito ad arricchire la città di Napoli di un patrimonio artistico ineguagliabile - ha dichiarato Mario Porfito - dall'altro hanno fatto sentire i napoletani poco padroni della loro città e di conseguenza intolleranti verso le regole ed la piena legalità. Lo dimostra il fatto che - come è ben espresso nella commedia "Il montagnone" - nel tempo sono cambiate le egemonie ma nulla è cambiato per la massa popolare. E adesso basterebbe non ricorrere più all'atavico lamento che per molto tempo ha contraddistinto il napoletano e ripartire con un atteggiamento più critico, mirato al bene collettivo, partendo dalle piccole cose, affrontate nei parametri della legalità".
Ed è questa anche la tendenza della regista Annamaria Panzera, già nota al grande pubblico, soprattutto come scrittrice, la quale, con "Il montagnone" ha messo in scena un suo racconto del 2006, intitolato "dal profondo". "Il testo rappresentato - ha dichiarato - trova la sua ispirazione in un disagio collettivo, che, riprodotto in chiave satirica, sortisce un effetto amareggiante, che allontana il napoletano dal "tira 'a campare" e nella sua struttura corale, partendo da grandi momenti della storia partenopea, avvicina alla comprensione di situazioni comuni"
"Il Montagnone", dunque, si propone come satira sull'arroganza del potere, sullo sfondo del "Vesuvio - Montagnone", attraversando tre momenti cruciali della storia partenopea e cioè: la rivolta di Masaniello del 1647, la Rivoluzione napoletana del 1799 e l'età contemporanea. Nel divertire gli spettatori, esso riproduce anche spaccati di vite del passato, caratterizzati da soprusi, presunzione e prepotenza. Così, uno alla volta, prendono posto in scena i personaggi chiave del testo, ovvero il Viceré d'Arcos che, per rimpinguare le casse dello Stato, non esita a imporre alla povera gente tasse sui beni di prima necessità; il re Ferdinando IV di Borbone, che dedito ai suoi piaceri è incapace di governare; e infine, in un passato molto recente, un Governatore, che pur consapevole delle condizioni in cui versa la città a causa del disordine, della sporcizia e dei rifiuti per strada, non fa niente per migliorarle.

Queste tre figure, interpretate da Patrizio Rispo, sono circondate da una serie di personaggi coloriti, a cominciare dal sobillatore Genoino e dal geniale filosofo, interpretati da Mario Porfito, e proseguendo attraverso altri numerosi personaggi che prendono vita dai bravi e convincenti giovani attori.
E sono molti sono i nuovi talenti, in scena con Patrizio Rispo e Mario Porfito: Piero Grant, Daniele Violante, Angelo Sateriale, Annalisa Renzulli, Elvira Del Monaco, Anna Zaccariello, Denise Schlipfinger, Davis Tagliaferro, Marco Serra, Antonio Piccolo e tanti i ballerini, a danzare su coreografie allegre e divertenti di Roberta Adelini. Molto suggestiva è la parte musicale, affidata per i pezzi blues ai Blue Stuff, presenti in scena insieme a tre musicisti, Alessandro De Carolis, Massimo De Vita e Carmine Scialla, per i brani del '600 e del '700, in una contaminazione voluta degli argomenti trattati. La rappresentazione è a cura della Blukita Film mentre l'organizzazione generale è affidata ad Eddy Armiero. La Blukita film, anche grazie alla sensibilità del consigliere comunale, dott. Antonio De Crescenzo per la sua azione sensibile verso le associazioni di promozione ed integrazione sociale che operano sul territorio, giovedì sera ospiterà alcune entità cooperative di azione civica, presenti sul territorio casertano. In particolare l'ACS (Alveare Cooperativa Sociale di Caserta), Spazio Donna, la Fondazione Leo Amici e i soci dell'Associazione Nazionale della Polizia di Stato.

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