Cultura

Stage teatrale 'La voce e i sensi'

Capua - Associazione "Il Colibrì" di Sant'Arpino (CE) - Scuola di Teatro e Recitazione "Il Pendolo" (CE) - Cooperativa "Capuanova" di Capua (CE)presentano loSTAGE TEATRALE: "LA VOCE E I SENSI"diretto da Naira Gonzalez Ideazione e Direzione...

Associazione "Il Colibrì" di Sant'Arpino (CE) - Scuola di Teatro e Recitazione "Il Pendolo" (CE) - Cooperativa "Capuanova" di Capua (CE)presentano loSTAGE TEATRALE: "LA VOCE E I SENSI"diretto da Naira Gonzalez Ideazione e Direzione Artistica di Antonio IavazzoDal 13 al 16 Dicembre 2012Presso Palazzo Fazio, via Seminario - Capua (CE)
Definire gli stage di Naira non è facile come definire Naira una persona, una regista ed attrice, che da oltre trent'anni lavora su se stessa e sugli altri in una percorso di continuo affinamento delle tecniche e dell'anima per arrivare all'uomo e all'arte pura. Partecipare ad un suo stage vuol dire entrare ed immergersi nell'universo dell'arte e di Naira, in un luogo dove il mondo moderno e nevrotico lascia il posto all'umanità e la franchezza, alla semplicità e alla bellezza. Durante lo stage questa "guida della nostra epoca" non si occupa solo dell'evoluzione delle persone dal punto di vista teatrale. L'evoluzione teatrale passa immancabilmente da quella umana ed e qui che Naira ci mostra le sue doti maggiori di comprensione dell'universale umano e del lavoro su di esso. Non a caso gli stage della nostra artista spesso vengono intitolati: DI UMANITA' SI TRATTA. Questo è il punto centrale del suo lavoro e dei suoi stage: il lavoro sull'uomo. Il lavoro artistico di partenza aiuta l'individuo ad esprimere se stesso a valutarsi ed evolversi nella creatività permettendo di individuarci come esseri indipendenti ed autonomi rispetto agli altri. Questa è la regola che Naira applica che è assolutamente controcorrente ed anacronistico rispetto un mondo come quello attuale che fa' dell'omologazione e della spersonalizzazione i suoi cavalli di battaglia e dell'arte nella sua pura forma esteriore puro intrattenimento. E' qui la differenza di Naira rispetto al mondo anche teatrale che ci circonda, essa rimane ancorata ad una forma di artigianato dell'arte che continua ad affinare le sue pratiche artistiche all'infinto e che come uno scandaglio sonda le profondità delle persone. Con la sua grande sensibilità Naira è in grado di percepire i sommovimenti che agitano le nostre anime e i blocchi che le immobilizzano e riesce a somministrare ad ognuna la giusta cura. Si tratta quindi di un cammino verso una nuova consapevolezza, un nuovo essere sta nascendo attraverso una nuova libertà, la libertà del corpo e dell'anima dalle costrizioni e dai giudizi quotidiani che ci danno gli altri o che ci diamo da soli e che ci incatenano, che come i sedimenti sulle navi affondate ci ricoprono e nascondono il relitto di noi stessi, il nostro vero io. Il teatro, come d'altra parte ogni arte praticata in modo vero, si trasforma in mezzo per l'evoluzione della persona verso un corpo e uno spirito più libero e maturo di quello di partenza. Partecipare a uno stage di Naira quindi significa essere pronti a rompere gli schemi del quotidiano ma anche le nostre strutture mentali spesso dateci dal mondo che ci circonda e che come armature ci sorreggono ma anche imprigionano. Vuole dire allontanarsi dalle sicurezze e dalla tranquillità, essere pronti a lasciarsi andare ad accettare anche ciò che in quel momento sembra non piacerci o non essere adatto a noi. E' un cammino di scoperta in cui, con l'aiuto di questa nuova Umanista, i Cristoforo Colombo di tutta Italia rompono le regole date per certe e scoprono un po' alla volta il Nuovo Mondo di se stessi che un po' alla volta percepiranno come un continente immenso. Non qualcosa di già dato o conosciuto ma qualcosa di insospettato e impensabile, nuovi lidi con paludi, foreste tropicali, popoli differenti, lingue sconosciute, animali meravigliosi e terribili. Per rendere possibile tutto ciò Naira utilizza la rigorosissima tecnica appresa in oltre trent'anni di esperienza, all'inizio formandosi con il padre, poi all' Odin Teatret di Eugenio Barba, quindi al Teatro de Los Andes insieme a César Brie e in tutte le altre avventure teatrali alle quali ha partecipato sino ad oggi, applicandola alla propria esperienza di lavoro per evolverla in un campionario personale, un armamentario artigiano immenso e raffinatissimo pronto per essere utilizzato su qualsiasi persona e in qualsiasi situazione teatrale si trovi ad affrontare.

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