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Sorpresa alla Sede della Gestione autonoma dell Albo dei Segretari comunali e Provinciali

Napoli - Preannunziata, ma non per ciò meno sorprendente, è l'occupazione, da parte di numerosi segretari comunali e provinciali, della sede di Napoli dell' Ex Agenzia Autonoma, oggi gestita dal Ministero dell' Interno. Anche se in forma composta...

Preannunziata, ma non per ciò meno sorprendente, è l'occupazione, da parte di numerosi segretari comunali e provinciali, della sede di Napoli dell' Ex Agenzia Autonoma, oggi gestita dal Ministero dell' Interno. Anche se in forma composta, centinaia di Segretari di tutta Italia, si sono presentati, oggi, contemporaneamente, in tutte le sedi regionali dell' Ex Agenzia autonoma, per richiamare l'attenzione delle Istituzioni e dell' Opinione Pubblica sulla loro condizione professionale, che li vede sballottati dall'una all'altra Amministrazione , senza che si riesca ad intravedere soluzione alcuna. Non chiedono benefici economici, ma norme che, una volta e per tutte, definiscano la loro collocazione ed il loro ruolo nei Comuni e nelle Province. Chiedono, per il tramite dei Prefetti, oggi loro datori di lavoro, ma anche appellandosi ad Anci ed Upi, che il Governo ed il Parlamento trovino il tempo di affrontare un problema che non è solo di categoria ma coinvolge gli assetti organizzativi e la funzionalità degli enti locali minori, i quali, non bisogna dimenticare, rappresentano la struttura portante della pubblica amministrazione italiana. (Ricordano ai cittadini che) I Segretari comunali hanno costituito e costituiscono il punto di riferimento in tutti i Comuni e Province d'Italia per qualsiasi cittadino , oltre che per le istituzioni centrali e per gli organi di giustizia. Se un cittadino non sa a chi rivolgersi per un proprio problema, troverà sempre nel Segretario comunale il Dirigente, che con la sua competenza e la sua tradizionale disponibilità quale vertice burocratico di ciascun Ente, troverà il modo di avviarlo a soluzione. Ebbene oggi l'ordinamento non sa o non riesce a decidere, se non con emendamenti onnicomprensivi, quale sia tale collocazione; fino al 1997 i Segretari erano inquadrati nei ranghi del Ministero dell' Interno, poi con la legge Bassanini furono inseriti in un albo gestito da un' Agenzia Autonoma ed oggi , per soli fini di risparmio rispetto agli organismi di amministrazione, sono tornati allo Stato ed al Ministero dell' Interno.I Segretari , assunti a seguito di un difficile ed impegnativo concorso e di un corso selettivo della durata di un anno, compresi tre mesi di tirocinio presso i Comuni di minore entità demografica, rappresentano una delle professionalità di maggiore rilievo, per cultura e preparazione, nello scenario amministrativo italiano.Sono disposti a trasferirsi sul territorio nazionale, laddove vi è la necessità, per sostenere con la loro azione le Giunte ed i Consigli di Comuni e Province, nonché coordinare dirigenti e l'intera macchina amministrativa degli enti. Tale risorsa non emerge per la continua e costante azione di quanti privilegiano le strade della prossimità politica e del consenso personale, ma non dell'appartenenza istituzionale.Nell'Italia di oggi , caratterizzata da una schizofrenia amministrativa e dall'assenza di forme professionali oggettivamente responsabili, necessita recuperare tale valore professionale ed il legislatore non può non farsi carico di decidere per individuare la soluzione migliore rispetto al progetto di riforma delle autonomie locali ed al mantenimento del valore nazionale della funzione pubblica resa dai Segretari.

Una legge per la definizione della collocazione professionale ed un proprio contratto di lavoro adeguato al ruolo dirigenziale ed alla specificità della funzione : questo è quanto chiedono i Segretari comunali e Provinciali di tutta Italia, in ciò sostenuti dalle aspettative di centinaia di aspiranti segretari che, al termine dei concorsi in atto, saranno presto iscritti all' apposito Albo Nazionale ed assegnati ai piccoli Comuni d'Italia per sostenere i Sindaci nella loro difficile missione.
In tutti i paesi Europei è presente la funzione di vertice in capo ai Dirigenti territoriali e l' Italia non può presentarsi al confronto comunitario con uno schema organizzativo inadeguato, confuso e disarticolato : le pubbliche amministrazioni locali, pur nella forma più accentuata di federalismo, devono trovare nei Segretari comunali e provinciali il riferimento di vertice responsabile della direzione complessiva dell' Ente.

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