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Licenziamento vigilanti Interporto: annunciato sciopero

Maddaloni - "Dopo l'accordo-farsa sottoscritto il 7 agosto scorso in prefettura e da noi immediatamente disconosciuto, l'incontro in Regione ha evidenziato ancora una volta l'assenza di disponibilità e di progetti organizzativi e gestionali...

"Dopo l'accordo-farsa sottoscritto il 7 agosto scorso in prefettura e da noi immediatamente disconosciuto, l'incontro in Regione ha evidenziato ancora una volta l'assenza di disponibilità e di progetti organizzativi e gestionali dell'Interporto Sud Europa. Daremo corso immediato allo stato di agitazione e a tutte le procedure per denunciare in ogni sede il comportamento discriminatorio nei confronti di una parte dei lavoratori, sulle cui spalle viene scaricata l'incompetenza manageriale, responsabile dello stato di declino dell'area a suo tempo presentata come un'occasione di sviluppo dell'intera provincia". Questo il commento di Giuseppe Silvestro, componente della segreteria Regionale della UILTuCS-Uil all'esito negativo dell'incontro svoltosi presso la Giunta Regionale della Campania, innanzi alla dottoressa Adriana Di Lullo.
L'esame congiunto, svoltosi a Napoli ai sensi e per gli effetti dell'art. 4 della legge nr. 223/91, ha visto presenti, oltre alla dottoressa Di Lullo, l'amministratore delegato dell'Interporto Sud Europa spa, Antonio Campolattano, assistito dall'avvocato Giuseppe Sottile e l'organizzazione sindacale UILTuCS-UIL, rappresentata dal segretario regionale Giuseppe Silvestro, dal coordinatore provinciale Alessandro Tartaglione e dalle RSA, Gennaro Briganti e Stefano Farina.
L'azienda ha confermato i licenziamenti e la proposta di contratti individuali part-time, invece degli attuali full-time. La UILTuCS-UIL ha ritenuto insussistente il preteso esubero evidenziando che risultano attualmente assunti 7 lavoratori con contratto a tempo determinato, con scadenza a novembre, che svolgono mansioni similari e compatibili con quelle svolte dalle 10 unità destinatarie dei licenziamenti, inquadrati con contratto part-time a 120 ore mensili, i quali svolgono mediamente, invece, 168 ore mensili.

"Una situazione insostenibile e dalla quale - prosegue Silvestro - è facile comprendere la pretestuosità dell'esubero di personale anche oggi perseguito. Una situazione che denunciamo con forza. Con questo illegittimo comportamento, peraltro, l'azienda non riesce nemmeno ad assolvere ai turni per la sicurezza e il controllo dell'area con guardie armate".
"Un'evidente e strutturale difficoltà organizzativa - afferma il coordinatore provinciale UILTuCS-UIL, Tartaglione - che non consente nemmeno il corretto svolgimento dei riposi giornalieri previsti dalla legge e dal contratto. Ciò rende chiaro come l'Ise abbia strumentalizzato il dramma di ex lavoratori per cercare di ottenere una riduzione di ore in un'azienda che ha comunque, invece, bisogno di assumere: questo sarebbe lo sbocco naturale delle esigenze fin qui rappresentate. E invece sono state poste in atto azioni svolte per assolvere unicamente impegni politici sempre disattesi. Fatti e circostanze che, oltre che generare lo stato di agitazione e una stagione di vertenze, ci vedranno impegnati a denunciare in ogni sede il comportamento antisindacale dell'azienda. Il nostro auspicio è che la questione possa tornare ad essere oggetto di un tavolo in prefettura, per far emergere la verità dei fatti nell'Ufficio Territoriale del Governo che ha sempre salvaguardato i diritti dei lavoratori".

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